L’inferno di Cedar Grove, otto bambini uccisi dal padre in Louisiana

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La domenica di Pasqua si è trasformata in una scena di indicibile violenza a Shreveport, dove un uomo di 31 anni, Shamar Elkins, ha fatto irruzione in due abitazioni uccidendo a colpi di arma da fuoco sette dei suoi figli e un nipote, prima di essere a sua volta abbattuto dalla polizia al termine di un inseguimento. È accaduto nel quartiere di Cedar Grove, un’area residenziale di quella città di 180mila abitanti che sorge nell’angolo nord-occidentale della Louisiana, al confine con il Texas e l’Arkansas. Le autorità, intervenute intorno alle sei del mattino in seguito a segnalazioni di una lite domestica, si sono trovate davanti a quella che il capo della polizia Wayne Smith ha descritto come la scena del crimine più vasta e agghiacciante della storia locale.

Una furia omicida pianificata tra due case

La dinamica della strage – che rappresenta l’episodio con più vittime registrato negli Stati Uniti negli ultimi due anni – si è chiarita solo nel corso della giornata successiva, quando gli investigatori hanno ricostruito il percorso dell’assassino. Elkins ha prima sparato alla moglie, ferendola in modo gravissimo, per poi dirigersi in un’altra abitazione dove sono stati uccisi tutti e otto i minori, di età compresa tra i 3 e gli 11 anni; tra loro c’erano tre maschi e cinque femmine. Un tredicenne è riuscito a salvarsi lanciandosi dal tetto di una delle case, riportando diverse fratture ma scampando alla furia omicida, mentre due donne adulte – la moglie di Elkins e la madre dell’ottavo bambino, che sarebbe stata la sua attuale compagna – lottano tra la vita e la morte in ospedale.

Precedenti penali e l’ombra della separazione coniugale

A gettare luce sui moventi del killer, che prestava servizio come fattorino per un corriere espresso, è stata la rivelazione della cugina di una delle vittime: Elkins e la moglie erano in fase di separazione e avrebbero dovuto comparire in tribunale proprio lunedì 20 aprile per discutere il divorzio. L’uomo aveva un precedente penale per uso illegale di armi da fuoco risalente al 2019, quando sparò contro un’auto nei pressi di una scuola, un episodio che gli valse la libertà vigilata per 18 mesi nonostante fosse in servizio nella Guardia Nazionale della Louisiana. Sui suoi profili social, nelle settimane precedenti il massacro, erano comparsi post dai toni cupi come un messaggio rivolto a Dio per chiedere aiuto nella protezione della propria mente.

Un triste primato nel 2026 delle stragi familiari

L’eccidio di Shreveport si inserisce in un contesto nazionale già segnato dalla violenza armata: secondo il Gun Violence Archive, nel 2026 sono stati registrati 114 “mass shooting” (sparatorie in cui vengono colpite almeno quattro persone), ma nessuno aveva raggiunto un numero così elevato di vittime così giovani. La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, guidata dallo speaker Mike Johnson originario proprio di Shreveport, ha osservato un minuto di silenzio in memoria degli otto bambini, mentre la polizia scientifica continuava a setacciare le due case per cercare di comprendere come un padre abbia potuto impugnare un’arma d’assalto – che l’uomo non avrebbe legalmente potuto possedere a causa dei suoi precedenti – e sterminare la propria discendenza.

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