Tre anni dopo il ritorno dei talebani in Afghanistan, i diritti delle donne sono ancora negati

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Sono passati tre anni da quando, il 14 agosto 2021, i talebani hanno ripreso il controllo dell'Afghanistan. Nonostante gli iniziali proclami di maggiore apertura e moderazione, il regime ha emesso oltre 70 direttive volte a limitare la libertà delle donne. Recentemente, le autorità talebane hanno approvato una legge che le comprende tutte, emanata dal ministero per la Prevenzione dei vizi e la Promozione delle virtù.

Bruxelles condanna la legge dei talebani

Le istituzioni dell'Unione europea si sono unite al resto della comunità internazionale nel condannare nettamente le nuove norme che limitano fortemente la libertà della popolazione civile in Afghanistan, soprattutto femminile. Le donne del Paese asiatico non potranno più far sentire la propria voce in pubblico né mostrare alcuna porzione del loro corpo, incluso il volto, che dovrà essere interamente coperto.

La soppressione dei diritti delle donne

In Afghanistan, la soppressione dei più elementari diritti delle donne da parte dei talebani sta raggiungendo livelli mai visti. Il regime di Kabul, in occasione del terzo anniversario del ritorno al potere, ha istituito una legge che vieta alle donne di far ascoltare la loro voce in pubblico. Una serie di disposizioni "sul vizio e sulla virtù" sono state imposte dal regime islamista dopo essere state approvate dal leader supremo Hibatullah Akhundzada.

Un ritorno al Medioevo

Tre anni dopo il ritiro americano dall'Afghanistan, i talebani compiono un altro decisivo passo verso la restaurazione di un regime politico-giuridico basato su un'applicazione rigidissima della sharia. Questo sistema, che alla fine degli anni '90 rese il Paese uno dei più oppressivi al mondo, soprattutto nei confronti delle donne, sta tornando in vigore, riportando l'Afghanistan a un'epoca di oscurantismo e repressione.

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