Antonella Viola rinuncia alla corsa per la presidenza del Veneto: «La scienza richiede libertà»
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Redazione Interno
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Antonella Viola, immunologa di fama e volto noto della divulgazione scientifica, ha respinto la proposta del Partito Democratico e della coalizione di centrosinistra di candidarsi alla presidenza della Regione Veneto. La decisione, annunciata attraverso un videomessaggio su Instagram, è stata motivata dalla volontà di preservare la propria indipendenza intellettuale, ritenuta incompatibile con l’adesione a un partito. «Sono donna, madre e scienziata», ha dichiarato, evidenziando come il suo impegno sia già rivolto alla ricerca, alla formazione dei futuri medici e alla comunicazione della scienza.
La scelta, maturata dopo un weekend di riflessione, arriva in un momento in cui il centrosinistra cerca una figura in grado di contrastare la lunga egemonia del centrodestra nel Veneto. Viola, che durante la pandemia era diventata un punto di riferimento per il pubblico grazie alle sue analisi chiare e rigorose, ha tuttavia sottolineato che il suo ruolo richiede neutralità. «Credo sia necessario rinunciare a questa offerta, seppure importante», ha aggiunto, ribadendo che la libertà di giudizio non può essere condizionata da logiche partitiche.
La reazione del Pd non si è fatta attendere, anche se in modo indiretto. Andrea Crisanti, senatore del partito e microbiologo, ha espresso scetticismo sull’idea di puntare su personalità esterne alla politica. «Non voglio discutere di Antonella Viola», ha precisato, «ma dell’idea di candidare i cosiddetti civici. Chi sono? Persone che, nella maggior parte dei casi, non si sono mai interessate alla politica né del bene degli altri». Un commento che, pur evitando un riferimento esplicito alla scienziata, sembra riflettere una certa diffidenza verso chi proviene da ambiti non istituzionali.




