Roma: il caso Rexal Ford e i finanziamenti al cinema sotto accusa
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, non nasconde il proprio sgomento di fronte alla scoperta che Francis Kaufmann, l’uomo arrestato in Grecia con l’accusa di aver ucciso Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda, abbia ottenuto quasi 900mila euro di fondi pubblici per un film mai realizzato. Una vicenda che riapre il dibattito sui meccanismi del tax credit cinematografico, da tempo sotto osservazione per opacità e possibili abusi.
Kaufmann, noto anche con lo pseudonimo di Rexal Ford, avrebbe ricevuto nel 2020 un finanziamento di 863mila euro dal ministero per un progetto intitolato Stelle della notte, ambientato a Roma. Peccato che il film, stando alle ricostruzioni, non sia mai stato girato. Un’ombra che si allunga su un sistema già criticato per aver permesso, in passato, sperperi e truffe. «Siamo di fronte a distrazioni imperdonabili», ha dichiarato Giuli, sottolineando come sia «un’eredità lasciata dai governi precedenti».
L’indagine su Kaufmann, intanto, si intreccia con la cronaca nera. L’uomo, attualmente in attesa di estradizione, è accusato dell’omicidio della compagna e della bambina, i cui corpi sono stati rinvenuti a inizio giugno a villa Pamphili. Un delitto che ha scosso l’opinione pubblica, aggravato ora dalla rivelazione dei fondi ottenuti dal ministero.
Il caso ha spinto il governo a rivedere le norme sul tax credit, con l’obiettivo di evitare che nelle pieghe della burocrazia si nascondano nuovi abusi. «Stiamo intervenendo con maggiore decisione», ha assicurato Giuli, senza però specificare quali controlli siano stati effettuati all’epoca dell’erogazione dei fondi.
Quello di Kaufmann non è un episodio isolato. Negli anni, diverse produzioni hanno beneficiato di contributi senza che vi fosse una reale verifica sulla fattibilità dei progetti. Una prassi che, secondo alcuni osservatori, ha favorito non solo inefficienze, ma anche veri e propri raggiri.




