Neonato dichiarato morto si risveglia in obitorio: il caso di Noah Gabriel
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Redazione Esteri
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Un episodio che ha dell'incredibile, e che ha scosso profondamente l'opinione pubblica, arriva dal Brasile, dove un neonato di appena un mese, ufficialmente dichiarato morto in seguito a un arresto cardiorespiratorio, ha ripreso a dare segni di vita circa due ore dopo la certificazione del decesso, mentre si trovava già all'interno di un sacco funerario, in attesa di essere rimosso dall'ospedale.
Il protagonista di questa vicenda dai contorni ancora in gran parte inspiegabili è il piccolo Noah Gabriel da Cruz Santos, nato prematuro il 15 giugno e affetto da palatoschisi, una malformazione congenita che comporta un'apertura sul palato e che può causare difficoltà respiratorie e di alimentazione, e che ora è ricoverato in terapia intensiva in un ospedale specializzato.
I fatti: la parola "morte" e il risveglio in obitorio
La vicenda si è verificata il 15 luglio presso l'ospedale Santa Casa di Rio Claro, nello stato di San Paolo. Quel giorno, il piccolo Noah, che era internato in terapia intensiva neonatale dalla nascita in attesa di un trasferimento per un intervento chirurgico, ha subito un grave peggioramento delle condizioni cliniche, evolvendo in un arresto cardiorespiratorio.
Nonostante le manovre di rianimazione, condotte per circa 45 minuti in stretta conformità con i protocolli della Società Brasiliana di Pediatria, il personale medico non ha ottenuto risposta e ha constatato il decesso del bambino nel tardo pomeriggio. Il corpo di Noah è rimasto per circa un'ora in UTI per l'espletamento delle pratiche burocratiche e per permettere ai genitori, Letícia Cristina da Cruz Santos e il marito, di salutarlo per l'ultima volta.
Successivamente, è stato trasferito in un altro settore dell'ospedale, dove sarebbe rimasto in attesa dell'arrivo dell'impresa funebre incaricata dalla famiglia di rimuovere la salma.
È in questo frangente, a distanza di circa due ore dalla dichiarazione di morte, che si è consumato il colpo di scena. L'agente funebre Regina Célia Paschoal, che vanta diciassette anni di esperienza nel settore, si è avvicinata al corpo per prepararlo al trasporto quando ha notato un movimento all'interno del sacco nero in cui era stato sigillato. "Il sacco si muoveva. Quando l'ho aperto ho visto il piccolo che scalciava e aveva gli occhi aperti. È stato uno choc enorme".
Inizialmente, il collega Matheus Batagello aveva ipotizzato che si potesse trattare di semplici spasmi muscolari, ma, insospettito, ha deciso di chiamare immediatamente il personale medico. I medici, giunti sul posto, hanno potuto constatare con i loro occhi che il neonato era vivo, presentava segni vitali e sembrava tentare di respirare. Il piccolo Noah è stato quindi immediatamente riammesso in terapia intensiva neonatale, dove ha ripreso a ricevere le cure del caso.
La posizione dell'ospedale e della famiglia
Di fronte a un evento tanto straordinario quanto inquietante, la Santa Casa di Rio Claro ha emesso una nota ufficiale in cui dichiara di aver seguito tutti i protocolli tecnici e legali per la constatazione del decesso e che, alla luce delle evidenze cliniche del momento, non vi è stata alcuna negligenza o errore procedurale.
L'istituzione ha sottolineato il rigore del protocollo brasiliano per l'accertamento di morte e ha evidenziato come la dottoressa che ha condotto le manovre di rianimazione vantasse quattordici anni di esperienza in neonatologia. L'ospedale ha definito l'intero episodio come uno dei più "inspiegabili" della sua storia secolare.
Anche la famiglia del piccolo Noah ha scelto di non puntare il dito contro l'équipe medica, che anzi è stata ringraziata per l'impegno profuso nel tentativo di salvarlo. La madre, Letícia, ha dichiarato di aver assistito agli sforzi della dottoressa e di non credere che vi sia stata negligenza. Per lei e per suo marito, il ritrovamento del figlio in vita è stato un "miracolo", un evento che sfida ogni logica e che li ha riempiti di gioia e stupore. "Milagre não se explica, se vive" ("Il miracolo non si spiega, si vive"), ha commentato la donna.
Il trasferimento e le condizioni attuali
A due giorni dall'incredibile risveglio, il 17 luglio, Noah è stato trasferito presso l'Hospital de Reabilitação de Anomalias Craniofaciais dell'Università di San Paolo (USP), il celebre Centrinho di Bauru, dove avrebbe dovuto essere portato già in precedenza per proseguire il trattamento specializzato legato alla sua malformazione congenita.
Le informazioni disponibili indicano che il neonato, che alla fine di luglio risultava ancora ricoverato, sta ricevendo tutte le cure intensive necessarie e che la sua famiglia continua a sperare nella sua piena guarigione. L'episodio, che ha avuto una vasta eco internazionale, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e l'accuratezza delle procedure per la certificazione del decesso, anche se l'ospedale coinvolto e la famiglia hanno scelto di non alimentare polemiche.
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