Abdul El-Sayed vince le primarie dem in Michigan, il medico progressista sfiderà Rogers al Senato

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   NEW YORK – La notte delle primarie in Michigan si è chiusa con un verdetto che ha dell'incredibile: Abdul El-Sayed, il medico ed epidemiologo di origini egiziane che tutti i sondaggi davano per vincitore con un margine di oltre dieci punti, ha ottenuto la nomination democratica per il Senato degli Stati Uniti, ma con una fatica immane che né lui né i suoi stessi sostenitori avevano previsto.

Il 41enne progressista ha superato la deputata centrista Haley Stevens con un margine strettissimo, il 48,5% contro il 47,5%, un divario di meno di quindici mila voti su oltre un milione e mezzo di schede scrutinate, come confermato anche dal responso dell'Associated Press.

Una vittoria che scompiglia gli equilibri del partito

Questo risultato, che consacra El-Sayed come il primo musulmano americano ad aggiudicarsi la nomination democratica al Senato, rappresenta un terremoto politico per l'establishment democratico. La sua ascesa è stata sostenuta dalle figure di punta dell'ala sinistra del partito, come il senatore Bernie Sanders e la deputata Alexandria Ocasio-Cortez, che hanno sposato in pieno la sua battaglia contro il denaro in politica e per un sistema sanitario universale.

D'altro canto, Stevens poteva contare su un sostegno economico poderoso, inclusi i trentadue milioni di dollari spesi dall'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), un investimento senza precedenti in una singola corsa, e il sostegno di figure di spicco come il capo della minoranza al Senato Chuck Schumer e il governatore uscente del Michigan.

L'outsider della sanità pubblica che punta a Washington

El-Sayed non è un volto nuovo alla politica ma la sua carriera è stata finora costruita fuori dalle aule parlamentari. Nato il 31 ottobre 1984 a Rochester Hills, nel Michigan, è cresciuto nella periferia di Detroit con il padre Mohamed, immigrato egiziano e ingegnere, e la matrigna Jacqueline. Dopo essersi laureato con lode all'Università del Michigan, ha conseguito un dottorato di ricerca in salute pubblica come borsista Rhodes all'Università di Oxford e poi un titolo di medico al Columbia University College of Physicians and Surgeons.

La sua esperienza sul campo è maturata come responsabile della sanità pubblica per la città di Detroit e, successivamente, per l'intera contea di Wayne, incarichi che lo hanno messo di fronte alle disuguaglianze sistemiche che oggi sono al centro della sua piattaforma politica, incentrata sul "Medicare for All", sulla riforma del finanziamento delle campagne elettorali e sul taglio degli aiuti militari a Israele.

La sfida di novembre e la corsa contro il tempo per l'unità

Il vero banco di prova per El-Sayed, e per l'intera ala progressista del partito, sarà la competizione generale del 3 novembre, quando affronterà il repubblicano Mike Rogers, ex deputato e stretto alleato dell'ex presidente, che ha corso senza opposizione per ottenere la nomination del suo partito. La posta in gioco è altissima: il seggio in Michigan, lasciato vacante dal senatore democratico Gary Peters, è considerato cruciale per le speranze dei democratici di riconquistare il controllo del Senato.

I repubblicani, forti del fatto che un candidato del GOP non vince una corsa al Senato in Michigan dal 1994, vedono in El-Sayed l'avversario ideale da battere, tanto che lo stesso ex presidente, in un post su Truth Social, lo ha bollato come un "perdente comunista che odia gli ebrei e Israele".

La sfida più immediata per El-Sayed, però, sarà ricucire le profonde divisioni emerse durante le primarie e unire una base democratica spaccata per presentarsi coeso alla competizione più importante: come ha dichiarato lui stesso mentre lo spoglio era ancora in corso, "qualunque cosa accada stasera, abbiamo la responsabilità di assicurarci di unirci per fare in modo che Mike Rogers non metta mai piede all'interno del Senato degli Stati Uniti".

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