Oro in corsa verso i cinquemila dollari, Goldman Sachs alza le stime
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Redazione Economia
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Il mercato dei metalli preziosi, in una fase di evidente turbolenza per i mercati finanziari globali, sta vivendo una corsa senza precedenti, con l'oro che – dopo aver infranto ogni record – punta dritto verso il traguardo psicologico dei cinquemila dollari l'oncia. La tensione, che si è materializzata nelle prime contrattazioni di giovedì con un balzo fino a 4.945 dollari, prosegue senza sosta, spingendo il prezzo verso i 4.967 dollari e avvicinando sempre di più quella soglia che fino a pochi mesi fa sembrava un'ipotesi remota. Un contesto, questo, in cui l'argento – spesso in scia al fratello maggiore – registra a sua volta performance notevoli, sfiorando i cento dollari e contribuendo a disegnare un quadro di forza eccezionale per l'intera categoria.
Il quadro geopolitico come vento di poppa
A fare da propulsore a questa ascesa, che alcuni analisti considerano ormai strutturale, è un mix di fattori destinato a durare nel tempo. Le recenti mosse di Washington, con il dispiegamento di un gruppo navale verso l'Iran, hanno riacceso focolai di instabilità che, dopo le tensioni in Groenlandia, sembravano essersi temporaneamente placati. Questa nuova ondata di incertezza, per molti investitori, rappresenta la conferma della necessità di ricercare asset rifugio solidi, in un'epoca dove le tradizionali certezze finanziarie vacillano. La pressione sul dollaro statunitense, del resto, e il progressivo allontanamento strategico dai titoli del Tesoro USA da parte di alcuni grandi attori del mercato, forniscono un ulteriore e potente sostegno alla domanda di metalli fisici.
La revisione al rialzo di Goldman Sachs
Proprio la convinzione che questo trend di diversificazione sia di lungo periodo ha spinto gli analisti di Goldman Sachs a rivedere significativamente al rialzo le proprie previsioni per il 2026. La banca d'affari ha infatti alzato il proprio target di prezzo per l'oro a 5.400 dollari l'oncia, un aumento consistente rispetto alla stima precedente di 4.900 dollari. Una mossa, questa, che non fa che rafforzare il sentiment positivo e che si basa su un'analisi fondamentale giudicata "robusta" dagli esperti del settore. Gli indicatori tecnici principali, dal Macd al Parabolic SaR, confermano del resto un trend primario saldamente rialzista, nonostante alcuni segnali di ipercomprato nel brevissimo termine possano suggerire fasi di consolidamento.
La dinamica dei prezzi e gli obiettivi tecnici
La corsa dell'oro, che porta il valore di un chilogrammo di metallo a sfiorare i 125.000 franchi, sembra dunque avere ancora spazio di manovra. I trader guardano ora a due target tecnici immediati: una prima area di resistenza è individuata tra i 4.970 e i 4.975 dollari, mentre il secondo e più significativo obiettivo rimane quello dei cinquemila dollari esatti. La forza del movimento, sostenuta anche da un'ampia destabilizzazione dei mercati, lascia intendere che anche eventuali pause di assestamento – per quanto fisiologiche – potrebbero rivelarsi temporanee e preparatorie a nuovi slanci. L'attenzione rimane altissima, in attesa di vedere se e quando verrà superata quella barriera numerica che rappresenta ormai molto più di un semplice numero su uno schermo.




