Enel sui massimi storici, Goldman Sachs alza il target nonostante i conti in calo
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Redazione Economia
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La Borsa di Milano ha registrato una sessione positiva per il comparto energetico, con Enel in testa alle trattative. Il Titolo, infatti, ha chiuso con un rialzo marcato del 2,10%, consolidando una performance che, su base settimanale, si mostra decisamente più vigorosa rispetto all’andamento dell’indice di riferimento. Questo dinamismo, che qualcuno potrebbe definire sorprendente in un contesto generale non sempre favorevole, evidenzia una chiara propensione degli investitori istituzionali e retail a puntare sul colosso elettrico, considerato un porto sicuro ma anche un asset di crescita. L’analisi tecnica di brevissimo periodo, d’altronde, classifica la fase come saldamente rialzista, indicando una resistenza immediata ai 9,44 euro e un primo livello di supporto a 9,31. Si tratta di dati che, letti congiuntamente, suggeriscono un mercato fiducioso, pronto a testare nuovi massimi.
Il sostegno degli analisti e la strategia di ristrutturazione
A confermare questo ottimismo di Borsa è arrivato, quasi in contemporanea, l’aggiornamento di Goldman Sachs. La banca d’affari, infatti, ha incrementato il target price su Enel a 11 euro per azione, dai 10 precedenti, mantenendo invariata la raccomandazione “Buy”. Questo giudizio, peraltro, si inserisce in un quadro più ampio di consenso analitico, come dimostrato anche dalle valutazioni di AlphaValue. La società di ricerca, che definisce Enel un “top performer” nel settore europeo delle utility, prevede un potenziale di crescita del 25% entro il 2026. Un simile ottimismo poggia le proprie fondamenta sulla complessa ristrutturazione strategica avviata dopo l’arrivo dell’amministratore delegato, Flavio Cattaneo, nell’aprile del 2023. Il piano, il cui cuore pulsante è rappresentato da un vasto programma di dismissioni di asset per 21 miliardi di euro tra il 2023 e il 2025, mira a concentrare le risorse del gruppo su sei Paesi chiave – Italia, Spagna, Brasile, Cile, Colombia e Stati Uniti – dove l’azienda può sfruttare appieno il suo modello di business integrato.
I dati finanziari e il paradosso del mercato
La corsa del titolo verso nuovi record, tuttavia, si scontra con un quadro contabile che, a una prima lettura superficiale, potrebbe apparire in controtendenza. Il gruppo, infatti, ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto di 5,236 miliardi di euro, in diminuzione del 10,8% rispetto allo stesso periodo del 2024. Anche l’Ebitda, attestatosi a 16,870 miliardi, ha segnato una flessione del 9,3%. È però cruciale sottolineare, come fa notare la stessa società, che i dati dell’anno precedente includevano i risultati di attività poi cedute nell’ambito del piano di riassetto. La comparazione, quindi, non è perfettamente lineare e il mercato sembra aver premiato non i numeri del passato, bensì l’efficacia della strategia di slim-down e la prospettiva di un’organizzazione più snella e focalizzata. Da inizio anno il prezzo è salito del 4%, proseguendo un trend positivo che aveva già visto il 2025 chiudere con un guadagno del 29%, al netto del dividendo.
Un contesto globale in evoluzione
La tenuta di Enel in Borsa, dunque, va interpretata come un voto di fiducia sulla sua capacità di navigare in uno scenario energetico globale in rapida e costante evoluzione. Gli investitori, chiaramente, stanno scommettendo sulla riuscita della transizione verso un modello più concentrato e sulla capacità di generare cassa attraverso le dismissioni, risorse che potranno essere reindirizzate verso gli obiettivi strategici o verso gli azionisti. Il fatto che il titolo si avvii a staccare la cedola mentre vola su livelli mai toccati prima è la sintesi più eloquente di questo sentimento. La performance, in definitiva, racconta di un’azienda che, nonostante le flessioni contabili fisiologiche in una fase di profonda trasformazione, viene percepita dal mercato come più solida, più agile e meglio posizionata per il futuro.




