Tajani risponde a Salvini: "L'Europa si costruisce, non si distrugge"
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Redazione Interno
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Antonio Tajani, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, ha replicato indirettamente alle critiche di Matteo Salvini durante il convegno "Una bussola per la competitività europea", organizzato dal partito a Firenze. Collegato in videoconferenza, Tajani ha ribadito la necessità di un’Europa unita e propositiva, contrapponendosi a chi, come il leader della Lega, ne mina le fondamenta con posizioni divisive.
"Non abbiamo bisogno di sfasciacarrozze", ha affermato con tono deciso, "ma di donne e uomini di buon senso che facciano politica per proteggere gli interessi di mezzo miliardo di persone, tra cui ci siamo anche noi". Il riferimento a Salvini, seppur non esplicito, è apparso chiaro, considerando le recenti tensioni tra i due vicepremier su temi come la cittadinanza e il ruolo dell’Italia nell’Unione Europea. Tajani ha poi aggiunto: "L’Europa si può criticare, ma non sfasciare; anzi, va costruita", sottolineando come un approccio distruttivo rischi di isolare il Paese in uno scenario globale sempre più competitivo.
Sul tema dell’assetto istituzionale, il leader di Forza Italia ha escluso ogni ipotesi di federalismo interno, definendo l’idea di un’"Italia federale" un pericoloso azzardo. "Dove andremmo noi da soli? Rischieremmo di diventare colonia di qualcuno", ha osservato, precisando che "l’Italia va benissima così com’è". La sua visione, invece, punta a un’Europa federale, dove il Paese possa "contare, far valere il proprio ruolo, le idee e la storia".
Il confronto tra Lega e Forza Italia, già teso su migranti e fiscalità, si acuisce dunque anche sul piano europeo. Tajani, evitando toni diretti ma marcando le divergenze, ha ribadito che la strada da percorrere è quella del pragmatismo, "lontana dagli estremismi e dalle logiche di rottura". Senza citare esplicitamente l’avversario, ha però lasciato intendere che certe retoriche, oltre a dividere, indeboliscono la posizione italiana in un continente che, secondo lui, "deve essere la casa di tutti".




