Il truffatore in agguato nella cornetta, il silenzio come scudo e il nuovo assalto telefonico

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’estenuante partita che si gioca ormai quotidianamente tra i cittadini e le centraline dei call center illegali, quelle che celano tentativi di truffa sempre più sofisticati, conosce una fase di rinnovata intensità. Nelle ultime settimane si registra una nuova impennata di chiamate sospette e messaggi ingannevoli, nonostante i tentativi, da parte delle autorità, di arginare il fenomeno con norme più rigide contro il telemarketing selvaggio. Il meccanismo, ormai noto nei suoi tratti generali, diventa però di volta in volta più subdolo: telefonate automatiche, voci registrate che simulano comunicazioni ufficiali o messaggi che piovono su app di messaggistica come WhatsApp e Telegram, i quali oggi, secondo un dossier di Consumerismo No Profit, veicolano una fetta consistente dei raggiri, promettendo lavoro facile o guadagni immediati.

Il vishing e l'ingegneria sociale dietro il microfono

Tra le tecchihe più insidiose, il vishing, contrazione di *voice phishing*, rappresenta una minaccia in cui il criminale, forte spesso della tecnica dello *spoofing* che falsifica il numero visualizzato sul display, si finge un operatore bancario, un funzionario pubblico o un tecnico informatico. L’obiettivo, come spiegano gli esperti di sicurezza informatica, è quello di carpire dati personali, codici di accesso o denaro, facendo leva sull’ansia e sul senso di urgenza che un sedicente allarme sul proprio conto corrente è in grado di generare. In questo scenario, le regole d'oro rimangono inviolabili: non fornire mai dati bancari o password, non richiamare numeri lasciati in segreteria da presunti istituti di credito, e verificare sempre l'identità di chi chiama contattando il numero ufficiale della banca o dell'ente.

La strategia controintuitiva del silenzio assoluto

Ma esiste una strategia difensiva che potrebbe sorprendere per la sua semplicità, quasi controintuitiva. Non dare segnali di vita, calare un velo di silenzio totale sulla comunicazione, non è certo risolutivo in sé, ma rappresenta un sistema che prevede la conoscenza del funzionamento tecnico dei sistemi di “predictive dialing”. Si tratta, per chiariamoci, della composizione automatica sfruttata dai call center, sia quelli legali sia, e soprattutto, quelli illegali. L’algoritmo del *predictive dialer*, come spiega la documentazione tecnica di piattaforme specializzate, è studiato per massimizzare la produttività degli operatori: chiama più numeri contemporaneamente, molto più di quanti siano gli agenti disponibili, e solo quando una persona risponde, il sistema cerca un operatore libero a cui agganciare la conversazione. Se il chiamato resta in silenzio, l’algoritmo, ingannato dall’assenza di una voce umana, potrebbe classificare la linea come “non valida” o come segreteria telefonica, rilasciando la presa e interrompendo la comunicazione, scongiurando così il rischio che, rispondendo anche solo con un “pronto”, si venga inseriti in una lista di utenti “vivi” e quindi più bersagliabili in futuro.

L’evoluzione del fenomeno e le nuove frontiere della protezione

Il fenomeno, lungi dall’essere circoscritto, assume contorni sempre più ampi. Secondo le ultime rilevazioni, in Italia i tentativi di truffa telefonica e telematica hanno subito un’accelerazione preoccupante, con un numero impressionante di cittadini presi di mira. La fascia d’età più colpita, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è solo quella degli anziani, storicamente più vulnerabile, ma anche quella compresa tra i 25 e i 44 anni, a causa dell’intensa attività online e della frequente esposizione a piattaforme di trading non autorizzate e offerte di lavoro fasulle. Per far fronte a questa emergenza, la tecnologia prova a correre in soccorso: sono in fase di diffusione applicazioni come “Devia”, che introduce un filtro umano alle chiamate sospette, o piattaforme come Truecaller, che sposta il focus dalla protezione del singolo individuo a quella dell’intero nucleo familiare, creando una rete di difesa condivisa per i soggetti più fragili, come gli anziani, spesso meno abituati a riconoscere un raggiro al volo. Questi strumenti, sebbene non rappresentino una soluzione definitiva, aggiungono un livello di complessità che i truffatori devono superare, in una guerra di logoramento che si combatte un squillo alla volta.

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