Morte misteriosa dell'autista Alberto Rizzotto: esclusi problemi cardiaci

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alberto Rizzotto, l'autista quarantenne del bus-navetta de La Linea precipitato il 3 ottobre dal cavalcavia di Mestre, era ancora vivo quando il veicolo è volato dal viadotto. È morto nello schianto a terra, per una frattura al cranio. Questa è l'unica certezza che c'è, come sottolinea l'avvocato della famiglia Rizzotto, Francesco Stilo, in attesa degli esami autoptici.

Il legale della famiglia di Rizzotto ha negato che il suo assistito soffrisse di pregressi problemi cardiaci. Questa è l'unica certezza arrivata dall'esame autoptico. Sul cuore dell'autista saranno eseguiti nuovi accertamenti dopo la prima analisi eseguita da Guido Viel, medico legale che si è occupato anche dell'autopsia: la pm Laura Cameli ha affidato una seconda verifica a Cristiana Basso, docente dell’Università di Padova.

Il tragico incidente di Mestre, in cui un autobus è precipitato dal cavalcavia, ha causato la strage di 21 persone, compreso l’autista del bus. Dal drammatico evento si sono sollevate più e più volte le ipotesi su quali siano state le cause dell’incidente. Dal guasto ai freni, al fatto che l’autobus fosse elettrico. Da escludere in maniera immediata era stata invece l’ipotesi di un malore, che in tempi come questi scaturisce non pochi dibattiti.

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