"Calenda ha esagerato: mi caccia per far contenti i salotti" – la bufera su Di Fenza e la tiktoker nel mirino della politica
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Redazione Interno
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Pasquale Di Fenza, consigliere regionale campano del gruppo Azione, ha scelto la via dell’attacco dopo le critiche per l’invasione di campo social nella sede istituzionale. "Calenda è andato oltre", ha replicato, difendendo la decisione di ospitare la tiktoker Rita De Crescenzo nel suo ufficio, tra bandiere sventolate e l’inno nazionale fatto da sottofondo a un video diventato virale. Una mossa che, al di là delle intenzioni, ha scatenato reazioni a catena, culminate nella querela annunciata dal deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli per vilipendio alla Repubblica.
La scena, ripresa e diffusa sui social da De Crescenzo e dal collega Angelo Napolitano, mostra l’influencer seduta alla scrivania del consigliere, circondata da simboli istituzionali usati come scenografia per un’arringa elettorale indirizzata ai suoi milioni di follower. Un gesto che Borrelli ha definito "irrisorio", sottolineando come l’utilizzo della bandiera italiana e del ritratto del presidente della Repubblica in quel contesto abbia oltrepassato il limite della provocazione.
La polemica si inserisce in un clima già teso attorno alla figura della tiktoker, reduce da altre controversie legate ai suoi contenuti. Quello che per alcuni è uno stunt innocuo, per altri rappresenta una mancanza di rispetto verso le istituzioni, tanto che la stessa Azione – il partito di Calenda – ha preso le distanze, lasciando Di Fenza solo a difendere una scelta che, a suo dire, mirava a "portare i giovani nelle stanze del potere".




