Caro carburanti, a Ferrara sotto pressione 1.792 attività tra agenti, autotrasportatori e taxi
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Redazione Economia
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Il caro carburante non riguarda soltanto automobilisti e pendolari. Per chi utilizza l'auto o un mezzo commerciale come strumento di lavoro, il rialzo dei prezzi si traduce direttamente in maggiori costi. È il caso di agenti di commercio, autotrasportatori, tassisti e Ncc, i comparti analizzati dall'Ufficio studi della Cgia, che a livello nazionale contano 303.814 attività: 203.742 agenti, 68.482 imprese dell'autotrasporto e 31.590 tra taxi e Ncc.
Il peso del caro carburanti sulle attività ferraresi
A Ferrara le categorie professionali più esposte agli aumenti dei prezzi alla pompa sono complessivamente 1.792. Si tratta di agenti di commercio, autotrasportatori, tassisti e Ncc che operano sul territorio provinciale e che, secondo l'analisi della Cgia di Mestre, assorbono interamente i rincari senza riuscire a scaricarli sui clienti o sulla filiera. La situazione è particolarmente critica per tassisti e agenti di commercio, mentre i camionisti possono in alcuni casi trasferire parte degli aumenti nelle tariffe di trasporto, ma raramente.
Restano comunque esclusi dal credito d'imposta i possessori di mezzi pesanti sotto le 7,5 tonnellate, che in Italia rappresentano circa il 40% delle imprese di autotrasporto.
Prezzi alla pompa e rincari dallo scoppio del conflitto
Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio nazionale in modalità self service lungo la rete stradale è pari a 2,159 euro al litro per la benzina e 2,377 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale il diesel si avvicina alla soglia dei 2,5 euro al litro, con un prezzo medio self di 2,459 euro. Rispetto al 27 febbraio 2026, giorno precedente allo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, i rincari sulla rete nazionale in modalità self sono del 29% per la benzina e del 36% per il gasolio.
Presso i distributori a marchio Eni, che da domani applicheranno uno sconto, gli aumenti restano comunque del 19,2% per la benzina e del 27,3% per il diesel.
Le misure del governo e la posizione di Urso
Contro il caro carburanti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un'intervista a Repubblica ha affermato che «sono state lanciate misure mirate come il credito d'imposta per gli autotrasportatori e altre sono in fase di definizione dal Mef per il sostegno ai lavoratori e alle famiglie a più basso reddito». Urso ha difeso l'operato dell'esecutivo ricordando che il governo è intervenuto «riducendo l'intervento sugli sconti alla sola accisa mobile, che restituisce ai consumatori l'extragettito Iva».
Il ministro ha inoltre apprezzato «la scelta responsabile dell'Eni» di porre un tetto al prezzo dei carburanti, auspicando che altre compagnie seguano l'esempio, e ha rilanciato la necessità di aumentare la produzione delle raffinerie italiane. Il credito d'imposta per gli autotrasportatori è stato prorogato fino a ottobre 2026, con un limite di spesa che ha superato i 400 milioni di euro.
Le richieste della Cgia e il quadro europeo
L'Ufficio studi della Cgia di Mestre accoglie positivamente lo sconto applicato da Eni sulle aree di servizio per benzina e diesel, ma avverte che il quadro generale resta «molto critico». L'associazione chiede un intervento di Bruxelles che permetta agli Stati membri una maggiore flessibilità sui conti pubblici, «affinché possano ridurre le componenti fiscali sul prezzo alla pompa», richiamando esplicitamente quanto avvenne nel 2022 all'indomani dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, quando alcuni Paesi, tra cui l'Italia, intervennero tagliando temporaneamente le accise.
Il governo italiano, dal canto suo, ha già varato un decreto che ha ridotto per venti giorni la tassazione su gasolio, benzina e GPL, con un taglio di 25 centesimi al litro per benzina e gasolio e di 12 centesimi al chilo per il GPL, oltre a misure di monitoraggio contro fenomeni speculativi lungo l'intera filiera.
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