La Via del Sale e il dirupo senza scampo: l'incidente sul monte Saccarello costa la vita a tre amici francesi
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Redazione Interno
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Una manovra andata storta o un improvviso guasto meccanico. Sono queste, al momento, le uniche ipotesi sul tavolo degli inquirenti per spiegare la tragedia che ieri mattina ha sconvolto l'alta Valle Argentina e, più in generale, il comprensorio delle Alpi Marittime. Tre uomini di nazionalità francese, tutti sulla settantina, hanno perso la vita dopo essere precipitati per oltre duecento metri lungo un dirupo mentre si trovavano a bordo di un quad 4x4.
Il mezzo, che stava manovrando su un prato nelle vicinanze del rifugio La Terza, sul monte Saccarello, è improvvisamente franato nel vuoto, lasciando senza scampo i tre occupanti.
Le vittime e il legame con il territorio
Le salme sono state identificate come quelle di Jean Jacques Gioanni, Rodolphe Gaglio e Pierre Antoine Biancheri. Uomini che non solo condividevano l'amicizia e la passione per la montagna, ma anche le radici geografiche, essendo tutti residenti in comuni francesi a ridosso del confine italiano. Gioanni abitava a Saint Dalmas de Tende, mentre Gaglio e Biancheri erano originari e residenti a La Brigue, un piccolo centro montano che conta meno di ottocento anime.
Proprio Pierre Antoine Biancheri, in particolare, vantava un legame profondo con la comunità di Verdeggia, come testimoniano le parole di cordoglio diffuse dalla Pro Loco locale, che lo hanno definito un volto storico e un amico generoso, sempre presente agli appuntamenti del paese.
La dinamica dell'incidente
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il gruppo aveva programmato di raggiungere il rifugio La Terza, situato a circa duemila metri di altitudine, per trascorrere insieme la giornata e consumare il pranzo. Il percorso scelto è quello della celebre Via del Sale, strada sterrata che si snoda tra paesaggi mozzafiato e boschi di un verde intenso, molto frequentata dagli appassionati di fuoristrada.
Tuttavia, una volta arrivati nei pressi del piazzale antistante il rifugio, battuto dal vento e affacciato su un pendio particolarmente ripido, il conducente del quad ha perso il controllo del mezzo. La vettura è quindi rotolata giù per la scarpata per un volo di oltre duecento metri, un tragitto che non ha lasciato scampo ai tre amici, tutti pensionati.
I soccorsi e le indagini
Sul luogo della tragedia, nella tarda mattinata di ieri, sono immediatamente intervenuti i soccorsi, ma per i tre occupanti del quad non c'era ormai più nulla da fare. Le operazioni di recupero dei corpi sono state complesse a causa dell'impervia posizione in cui il mezzo è precipitato. Gli inquirenti stanno ora lavorando per accertare con esattezza la causa che ha portato alla perdita di controllo del fuoristrada.
Sebbene l'ipotesi più accreditata resti quella di un errore di manovra, forse dovuto a una sterzata azzardata sul terreno irregolare del piazzale, gli esperti non escludono che un guasto meccanico improvviso possa aver giocato un ruolo determinante nella dinamica dell'incidente, costato la vita a tre amici che avevano scelto di trascorrere una giornata di serenità tra i prati e l'azzurro del cielo delle Alpi Liguri.




