L’effetto sui voli: costi impazziti e tagli alle rotte

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il prezzo del jet fuel ha raggiunto quota duecento dollari, segnando un incremento del cento per cento che, di per sé, rappresenta già una mazzata per i bilanci delle compagnie aeree. Eppure, il vero spauracchio – spiegano gli analisti del settore – non è soltanto il rincaro, ma il concreto rischio di esaurimento delle scorte, una prospettiva che, se la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran dovesse protrarsi fino a maggio, metterebbe a repentaglio le forniture già a partire da giugno. Le conseguenze, va da sé, ricadrebbero pesantemente sui consumatori: voli cancellati, tariffe in vertiginosa ascesa e una paralisi che, per molti vettori, si profila come la seconda sfida più grave dopo quella pandemica.

Scatta l’emergenza carburanti, a rischio i collegamenti aerei

La situazione, in alcune aree come la Sardegna, diventa esemplare di un disagio più ampio. A Sassari, come nel resto dell’isola, la penuria di jet fuel rischia di tradursi in una solitudine forzata, dato che durante il Covid lo stop del traffico era dovuto all’assenza di passeggeri – un paradosso sanitario – mentre stavolta sarebbe il carburante stesso a mancare. La chiusura dello stretto di Hormuz, conseguenza diretta del conflitto in Iran, ha fatto scattare l’allarme rosso nei quartier generali delle compagnie: Lufthansa, lo ha dichiarato l’amministratore delegato Carsten Spohr, sta valutando l’ipotesi di tenere a terra una ventina di aeromobili. Un numero, questo, che appare destinato a crescere se le ostilità non cesseranno.

Crisi voli, il miliardario Ziemelis avverte: «Compagnie aeree a rischio fallimento»

Gediminas Ziemelis, fondatore e presidente di Avia Solutions Group (il cui quartier generale operativo si trova a Dubai), ha lanciato un allarme senza mezzi termini: molte compagnie aeree potrebbero dichiarare fallimento nei prossimi mesi. In recenti interviste, il magnate ha messo in guardia su probabili difficoltà che investirebbero il settore trasporti, sottolineando come il rialzo dei prezzi sia solo uno degli aspetti di una crisi sistemica. L’altra faccia della medaglia, quella forse più inquietante, riguarda l’approvvigionamento fisico del carburante: senza jet fuel, anche i velivoli più efficienti restano a terra.

Crisi carburante per gli aerei, voli a rischio da maggio se la guerra prosegue

Non solo l’aumento alle stelle del prezzo, ma anche – e soprattutto – la disponibilità di carburante. Il settore dei trasporti aerei potrebbe vivere una crisi epocale per via delle incognite legate al conflitto in Medio Oriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Sono già state migliaia le cancellazioni di voli nella zona del Golfo, conseguenza della chiusura dello spazio aereo; ciò nondimeno, gli effetti del protrarsi della crisi si stanno ormai diffondendo, raggiungendo l’Europa. E così, mentre i vettori rivedono i piani operativi, i passeggeri si preparano a un’estate di incertezze, senza che allo stato attuale si intraveda una soluzione immediata.

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