Alien: Isolation 2 cambia rotta: addio al motore storico, ecco il teaser “False Sense of Security”
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Redazione Scienza e Tecnologia
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A distanza di ormai dodici anni dall’originale – quel gioiello di survival horror che nel 2014 ridefinì il rapporto tra tensione e fedeltà cinematografica – il seguito di Alien: Isolation ha deciso di rompere il silenzio che lo avvolgeva sin dall’annuncio ufficiale dell’ottobre 2024. Ed è stato un risveglio tutt’altro che casuale, visto che è avvenuto proprio nella giornata del 26 aprile, data che gli appassionati conoscono bene essendo dedicata ogni anno all’“Alien Day”. Il breve filmato, pubblicato sul canale YouTube ufficiale del franchise, si intitola “False Sense of Security” – una falsa sensazione di sicurezza, per l’appunto – e dura appena venticinque secondi, tanto basta però per restituire quell’atmosfera opprimente che fu il marchio di fabbrica del capolavoro del 2014.
Un teaser che parla più per suggestioni che per immagini
In questo video promozionale – va detto – non appare nemmeno un singolo Xenomorfo, né ci sono tracce evidenti della protagonista Amanda Ripley; eppure, proprio questa astinenza visiva sembra giocare a favore degli sviluppatori di Creative Assembly. La sequenza, volutamente claustrofobica, mostra una porta che si sblocca rivelando un esterno bagnato dalla pioggia, per poi fermarsi in un primo piano su una di quelle cabine telefoniche d’emergenza, che i veterani del primo capitolo ricorderanno bene come postazione di salvataggio. La scelta di non mostrare nulla di esplicito, insomma, amplifica l’attesa per un ritorno che si vuole quanto più fedele allo spirito originale, sfruttando quella “falsa sensazione di sicurezza” che il titolo stesso evoca.
Il cambio di motore grafico che sta facendo discutere
Se il teaser accontenta l’occhio, è però un’altra la notizia che sta facendo realmente discutere gli addetti ai lavori – e che emerge non dal video, bensì da una recente offerta di lavoro pubblicata dallo stesso studio britannico. Al suo interno, si legge che il cosiddetto “Senior Development Manager” dovrà lavorare proprio al sequel di *Alien: Isolation*, il quale viene esplicitamente descritto come un progetto “costruito in Unreal Engine 5”. Una svolta tecnica notevole, se si considera che l’episodio del 2014 si reggeva sull’ottimo motore proprietario Cathode, una tecnologia interna che aveva regalato al gioco un’illuminazione unica e una consistenza materica difficile da eguagliare.
Passare a Unreal Engine 5, dunque, significa abbandonare quella comfort zone proprietaria per abbracciare lo strumento standard del mercato – quello che, grazie alle sue potenzialità in termini di lumen e nanite, promette un salto generazionale in fatto di realismo e gestione delle ombre. La mossa, tuttavia, non è priva di rischi: riuscire a ricreare quell’identità visiva sporca e analogica del primo Isolation con un motore universale (per quanto potente) è la vera sfida che attende il team di Al Hope.
Uno sviluppo ancora lontano dalla conclusione
A confermare che il lavoro è ancora in una fase piuttosto embrionale non è solo la mancanza di una finestra di lancio ufficiale, ma anche l’esistenza stessa di queste posizioni aperte – dalla direzione del design a ruoli manageriali senior – che Creative Assembly sta cercando di coprire proprio ora. La dicitura “piano di pubblicazione pluriennale” emersa dalle descrizioni delle vacancy suggerisce che il gioco, verosimilmente, non vedrà la luce prima di qualche anno, anche se lo studio mantiene un alone di mistero sui tempi effettivi di sviluppo.
Ciò che è certo, ad ogni modo, è l’intenzione di restituire ai giocatori quella “caccia” asimmetrica e terrificante, basata su un’intelligenza artificiale predatoria che fu, all’epoca, il vero fiore all’occhiello del titolo. Per ora, bisogna accontentarsi di quelle poche sequenze in cui l’unico vero protagonista è il trillo di un vecchio telefono di emergenza, sotto la pioggia battente di una colonia che sembra essere stata nuovamente infestata.




