Mercedes GLS 2026, il restyling dell’ammiraglia tra nuove firme luminose e un V8 dal carattere rinnovato

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Sono passati ormai diversi anni da quando, con la sigla di progetto W166, la prima serie di quella che allora era ancora nota come Classe M diede il via a una nuova era per i SUV della Stella a tre punte, un’eredità che la GLS – chiamata così esplicitamente per richiamare lo status della Classe S – ha saputo interpretare con crescente autorità. Oggi, con il nuovo intervento di restyling che riguarda la versione 2026, il modello più imponente della casa tedesca (supera i 5,2 metri di lunghezza) si presenta con un aggiornamento che, pur non tradendo le proporzioni imponenti che ne hanno decretato il successo, introduce una serie di novità sostanziali nell’estetica, nella tecnologia di bordo e, soprattutto, nell’architettura meccanica.

Un design che gioca con la luce e le proporzioni

La filosofia adottata dai progettisti è quella di un’evoluzione misurata ma incisiva, concentrata sui dettagli che definiscono il carattere del veicolo. Il frontale viene ridisegnato attorno a una griglia più scenografica, la cui cornice cromata e le lamelle orizzontali ridisegnate – affiancate da una barra illuminata che ne esalta la presenza – catturano immediatamente l’attenzione. L’elemento di maggior impatto visivo è però rappresentato dai nuovi gruppi ottici: sia anteriormente che posteriormente, la firma luminosa adotta il motivo della stella, un richiamo esplicito agli ultimi modelli del marchio che diventa un vero e proprio tratto distintivo anche nelle ore notturne. I fari, nella loro versione più evoluta, sono i cosiddetti Digital Light, basati su tecnologia micro-LED: questi non solo migliorano l’efficienza energetica riducendo i consumi fino al 50%, ma ampliano il campo di illuminazione del 40% e sono in grado di proiettare simboli di avviso direttamente sulla superficie stradale, un dettaglio che fonde estetica e sicurezza.

L’abitacolo digitale con MB.OS e il comfort da ammiraglia

All’interno, la rivoluzione è forse ancora più evidente. Il salto tecnologico è rappresentato dall’adozione del sistema operativo MB.OS, l’architettura software proprietaria che Mercedes ha sviluppato per gestire in modo integrato e aggiornabile via etere (over-the-air) tutte le funzioni del veicolo, dall’infotainment agli assistenti alla guida. A fare da interfaccia tra il conducente, i passeggeri e questo nuovo ecosistema digitale è il cosiddetto MBUX Superscreen, un’unica superficie in vetro che si estende per gran parte della plancia integrando tre display da 12,3 pollici: quello per la strumentazione, quello centrale per l’infotainment e un terzo schermo dedicato al passeggero anteriore, dotato di una tecnologia che ne impedisce la visione al guidatore per non distrarlo durante la marcia. Il comfort, d’altra parte, rimane uno dei capisaldi: la configurazione a sette posti è di serie, con la terza fila di sedili – una rarità in grado di accogliere adulti fino a 1,94 metri – anch’essa elettricamente regolabile.

La meccanica: dal V8 con albero piatto alle sospensioni predittive

Sotto il cofano, il restyling segna un aggiornamento significativo della gamma motoristica, ora completamente elettrificata con un sistema mild hybrid a 48 volt e un generatore di avviamento integrato (ISG) che fornisce un surplus di potenza per le fasi di boost e recupero. La gamma si articola attorno al noto sei cilindri in linea da 3,0 litri, che nella versione a benzina GLS 450 eroga 381 cavalli, mentre nelle varianti diesel GLS 350d e 450d raggiunge rispettivamente i 313 e i 367 cavalli. A fare da punta di diamante è però la GLS 580, il cui motore V8 biturbo da 4,0 litri è stato profondamente rivisitato: l’adozione di un albero motore piatto (in luogo del tradizionale crossplane) modifica non solo l’erogazione della potenza – ora pari a 537 cavalli – ma anche la risposta dell’acceleratore e il carattere sonoro, restituendo una dinamica di guida più pronta e coinvolgente.

Tecnologia al servizio della dinamica di marcia

Non meno rilevanti sono gli interventi sul comparto sospensivo, pensati per elevare ulteriormente lo standard di comfort che ci si aspetta da una vettura di questo segmento. L’assetto pneumatico Airmatic, che da sempre garantisce un ottimo compromesso tra morbidezza e stabilità, viene ora affiancato da un sistema di smorzamento predittivo basato su cloud. Sfruttando la connettività Car-to-X, l’auto è in grado di ricevere informazioni in anticipo riguardo a dossi o irregolarità della strada per regolare di conseguenza la taratura degli ammortizzatori prima ancora di raggiungerli, un’evoluzione che sposta il confine della percezione del comfort su strada. Per chi cerca il massimo della dinamica, rimane disponibile il sofisticato sistema E-Active Body Control, capace di analizzare l’asfalto migliaia di volte al secondo e gestire in modo indipendente ogni singola ruota, contrastando efficacemente rollio e beccheggio in curva.

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