Lancia Gamma, il primo avvistamento su strada dell’ammiraglia che segna la rinascita del marchio
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Redazione Economia
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C’è voluto del tempo, e qualcuno cominciava a perdere la pazienza, ma alla fine il cantiere del rilancio di Lancia ha messo a terra il suo secondo pilastro. La nuova Gamma, erede di un nome che negli anni Settanta identificava una berlina ammiraglia dalle linee tese e personali, è stata immortalata per la prima volta mentre affrontava test su strada, in un ambiente innevato che suggerisce verifiche di tenuta e messa a punto delle sospensioni -1. Le foto spia, pubblicate da diverse testate specializzate, mostrano un prototipo ancora pesantemente camuffato, ma sufficientemente scoperto per rivelare l’impostazione generale di quella che sarà la punta di diamante della Casa torinese: niente a che vedere con la progenitrice, quindi, perché il nuovo modello adotta una carrozzeria di tipo crossover, più precisamente un SUV fastback destinato a inserirsi nel segmento D, quello delle station wagon e dei SUV medi -2-4. La vettura, che dovrebbe debuttare ufficialmente entro la fine del 2026, rappresenta un tassello fondamentale nel piano industriale di Stellantis per riportare Lancia al centro del mercato europeo, un tentativo ambizioso che finora, con la nuova Ypsilon, ha incontrato non poche difficoltà in termini di volumi di vendita -8.
La piattaforma e le scelte tecniche, condivisione e specificità italiana
Sotto la carrozzeria, la nuova Gamma utilizzerà la piattaforma STLA Medium, l’architettura modulare di Stellantis progettata per accogliere sia propulsori termici elettrificati sia gruppi completamente a batteria -1-4. Una scelta, questa, che comporta una condivisione di base tecnica con altri modelli del gruppo, in particolare la DS N°8, ma anche con i futuri Peugeot 3008 e Jeep Compass. La produzione, del resto, avverrà nello stabilimento di Melfi, in Basilicata, un sito che Stellantis ha riconvertito per diventare un polo di eccellenza proprio per i veicoli costruiti su questa piattaforma -3-5. Le proporzioni, stando ai primi rilievi, dovrebbero attestarsi intorno ai 4,7 metri di lunghezza, un valore che la pone in diretta concorrenza con altre crossover medio-grandi; il passo appare piuttosto lungo, il che lascia presagire un abitacolo spazioso, mentre la linea del tetto, marcatamente discendente verso il posteriore, cerca di coniugare la praticità di un SUV con l’eleganza di una coupé a quattro porte -7-10.
Motorizzazioni, tra elettrico e ibrido per rispondere al mercato
Inizialmente, il progetto prevedeva una Gamma esclusivamente elettrica, in linea con la strategia originaria del gruppo che puntava a una transizione totale verso le zero emissioni. Ma il rallentamento della domanda e le incertezze del contesto economico hanno consigliato una marcia indietro, o quantomeno un allargamento dell’offerta -5. Così, la nuova ammiraglia sarà proposta fin dal lancio con un ventaglio di motorizzazioni più ampio: accanto alle versioni a batteria, troveranno posto varianti ibride, con ogni probabilità un mild hybrid basato sul tre cilindri 1.2 turbo, e una plug-in hybrid che potrebbe utilizzare il 1.6 litri, soluzioni già viste su altri modelli del consorzio -1-4. Per quanto riguarda l’elettrico, si parla di due tagli di batteria, una da 73 e una da 97 kWh, capaci di garantire autonomie che, nel caso della versione a maggiore capacità, potrebbero superare i 650 chilometri, se non addirittura avvicinarsi ai 700 nel ciclo WLTP, un valore che la renderebbe competitiva anche per i lunghi viaggi -2-10.
Design e dettagli stilistici, un linguaggio che guarda al passato
Dal punto di vista estetico, la nuova Lancia Gamma riprenderà i codici stilistici già introdotti dalla concept Pu+Ra HPE e in parte applicati alla Ypsilon. Il frontale, nonostante le pellicole mimetiche, lascia intravedere la firma luminosa a calice, con i fari principali probabilmente posizionati più in basso, una soluzione che reinterpreta in chiave moderna la storica calandra del marchio -2-7. Un elemento interessante riguarda il montante posteriore: alcuni disegni e ricostruzioni suggeriscono un possibile richiamo alla Gamma originale, con un trattamento grafico che potrebbe diventare un tratto distintivo del modello -2. All’interno, l’atmosfera dovrebbe essere volutamente premium, con l’uso di materiali pregiati come il velluto e l’adozione di un ampio schermo centrale da 16 pollici per il sistema di infotainment, affiancato da una strumentazione digitale dedicata al conducente, nel tentativo di offrire un ambiente che sia insieme tecnologico e raffinato, fedele alla tradizione della casa -2-10.
La variante HF e il ritorno dell’Integrale
Non poteva mancare, nel piano di rilancio, una versione ad alte prestazioni destinata a riaccendere l’entusiasmo degli appassionati e a ricordare i fasti sportivi del passato. La gamma, infatti, prevede una declinazione HF che, come sulla Ypsilon, porterà con sé il richiamo alla sigla che negli anni Novanta identificava le vittorie nei rally. La Gamma HF, che verosimilmente adotterà la denominazione Integrale, sarà esclusivamente elettrica e disporrà di due motori in grado di garantire la trazione integrale; la potenza complessiva dovrebbe aggirarsi intorno ai 350 cavalli, con uno scatto da zero a cento chilometri orari in meno di cinque secondi, un valore che la proietterebbe nel novero delle sportive a batteria più performanti del segmento -2-9-10.




