Riello, Ariston presenta al Mimit il piano industriale per il rilancio. Urso: operazione strategica
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Redazione Economia
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Ariston Group, il gruppo marchigiano leader globale nelle soluzioni per la climatizzazione e il riscaldamento dell'acqua, ha presentato ufficialmente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) il piano industriale relativo all'acquisizione del Gruppo Riello.
L'incontro, svoltosi oggi alla presenza del ministro Adolfo Urso, ha segnato un passaggio cruciale per il futuro della storica azienda di Legnago, attualmente controllata dalla multinazionale americana Carrier Global Corporation, e ha gettato le basi per un'operazione destinata a ridisegnare il panorama del settore termotecnico nazionale.
L'acquisizione, del valore di 289 milioni di euro, era stata annunciata a dicembre e il closing è atteso per la prossima settimana, completando un iter che ha visto impegnate le parti in un confronto serrato per garantire la continuità produttiva e occupazionale.
Un'operazione strategica per il made in Italy
Il ministro Adolfo Urso non ha usato mezzi termini nel definire l'acquisizione di Riello da parte di Ariston, definendola "un'operazione strategica che rafforza il Made in Italy e offre una prospettiva di crescita e sviluppo a una realtà storica del Paese, garantendo continuità produttiva e occupazionale".
Secondo il ministro, l'intesa rappresenta un tassello fondamentale per la creazione di un "campione italiano, europeo ed internazionale in un settore chiave per l'Italia", un obiettivo che il governo persegue attivamente nel contesto delle numerose crisi industriali affrontate.
L'operazione Riello, infatti, si inserisce in un più ampio quadro di interventi al Mimit che, dall'inizio della legislatura, hanno portato alla soluzione di circa 40 vertenze, riducendo il numero di tavoli di crisi aperti e dimostrando, nelle intenzioni del dicastero, l'efficacia di un approccio basato sul dialogo tra istituzioni, aziende e parti sociali.
Le linee guida del piano industriale
Nel corso della riunione, Ariston ha illustrato le prime direttrici del piano industriale, incentrato sulla valorizzazione della complementarietà tra le due aziende. La strategia prevede di consolidare la competitività di Riello nei mercati del comfort termico e delle tecnologie della combustione, sfruttando le sinergie in ambito commerciale, di ricerca e sviluppo e operative.
Un punto centrale dell'accordo, accolto con favore sia dal ministero che dalle organizzazioni sindacali, è l'impegno a non procedere con chiusure di stabilimenti o licenziamenti, puntando invece a un rilancio dei marchi del gruppo, tra cui lo storico brand Beretta, in un'ottica di crescita industriale. Per garantire una transizione graduale, subito dopo il closing sarà assicurata la piena continuità organizzativa e operativa di Riello, con la nomina di un nuovo amministratore delegato.
Il ruolo chiave delle istituzioni e dei sindacati
Il tavolo al Mimit ha visto la partecipazione attiva di tutte le parti coinvolte, dalle aziende alle rappresentanze sindacali confederali e di categoria, passando per le Regioni interessate, come il Veneto e la Lombardia. La vicenda, che aveva sollevato preoccupazioni circa un anno fa in seguito alla decisione di Carrier di cedere il controllo di Riello, si è risolta in quella che il segretario nazionale della Fim-CISL, Valerio D'Alò, ha definito una soluzione positiva, capace di tutelare l'occupazione e rilanciare un marchio storico italiano.
Anche la Fiom-Cgil, attraverso il coordinatore Loris Scarpa, ha espresso soddisfazione, sottolineando come l'azione preventiva dei sindacati e l'intervento del Mimit abbiano scongiurato gli scenari peggiori, aprendo una nuova fase per il settore della termomeccanica. L'assessore regionale del Veneto, Massimo Bitonci, ha annunciato la convocazione di un tavolo regionale per seguire da vicino le prospettive di sviluppo dei siti produttivi veneti.




