Pasqua da salasso, volare in Sardegna costa come un biglietto per New York

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mancano solo pochi giorni alle vacanze pasquali – quelle che dovrebbero rappresentare un momento di pausa e ricongiungimento familiare – e per migliaia di italiani, in particolare per quelli che studiano o lavorano lontani da casa, il rientro si sta trasformando in un vero e proprio salasso. Se non si è provveduto a prenotare per tempo, la sorpresa che si trova chi apre ora il sito di una compagnia aerea è amara: un volo interno per la Sardegna costa quanto, se non di più, un viaggio intercontinentale verso New York. Un paradosso reso ancora più evidente dai numeri diffusi dall’associazione dei consumatori Adiconsum, che ha monitorato l’andamento delle tariffe per il ponte di Pasqua.

Prendiamo la tratta Napoli-Olbia, una delle più gettonate per chi vuole raggiungere la Costa Smeralda. Secondo le rilevazioni effettuate sulle date che vanno dal 3 al 7 aprile, il biglietto più economico disponibile per chi parte oggi sfiora i 600 euro. Per avere un termine di paragone, nelle stesse identiche date un biglietto aereo diretto per la Grande Mela viene offerto a circa 550 euro. Un dato, quest’ultimo, che fa capire quanto sia distorta la situazione nel mercato dei voli domestici: si spende meno ad attraversare l’Atlantico che a volare per poche centinaia di chilometri nel Mediterraneo.

Rincari a doppia cifra e un’estate che inizia con il piede sbagliato

Il fenomeno, puntuale come le rondini, si ripropone identico ogni anno nonostante la "nuova continuità territoriale" tanto discussa e le promesse di una maggiore concorrenza. Da Milano e da Trieste, per atterrare sempre a Olbia, si spende rispettivamente 485 e 480 euro. Cifre astronomiche se si considera la brevità del tragitto, che rendono il trasporto aereo un lusso per pochi. Ma il caro-prezzi non risparmia nemmeno gli altri scali dell’isola: per volare su Cagliari partendo da Venezia o Milano Linate si superano abbondantemente i 400 euro, così come per raggiungere Alghero si parte da un minimo di 424 euro.

A tenere banco, in questo clima di fibrillazione – complice anche il cambio dell’ora che porta con sé l’attesa per la bella stagione – è la constatazione che la "summer season" è già iniziata sotto i peggiori auspici per i viaggiatori. E se per i galluresi l’arrivo del sole è una boccata d’ossigeno dopo la lunga stagione delle piogge, per chi deve mettersi in viaggio il conto da pagare è salato. Le associazioni di consumatori, come Assoutenti, parlano chiaro: i prezzi dei biglietti aerei, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, segnano un incremento medio che si attesta attorno al 13 per cento.

La guerra in Medio Oriente e il carburante alle stelle

Le ragioni di questa stangata non sono solo da attribuire alla legge della domanda e dell’offerta – che in prossimità delle festività schizza inevitabilmente verso l’alto – ma vanno cercate anche nello scenario internazionale. La crisi in Medio Oriente, con le sue ripercussioni sui costi energetici, sta letteralmente facendo decollare le tariffe. Secondo gli analisti, il carburante per i voli ha subito rincari superiori all’80% nell’arco di poche settimane, un aggravio che i vettori aerei trasferiscono inevitabilmente sulle spalle dei passeggeri.

Ne consegue che spostarsi, oggi, è diventato un vero e proprio privilegio. Per i pugliesi – che per Pasqua sognavano di tornare a Bari o Brindisi – la situazione non è migliore: i voli per il Salento hanno superato abbondantemente i 400 euro, costringendo molti fuori sede a rinunciare al rientro. Le carrozze dei treni ad alta velocità, se non sono già esaurite, propongono tariffe a loro volta lievitate, rendendo il rientro a casa un problema per le tasche di studenti e lavoratori.

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