Banche, la manovra rovina la festa in borsa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’ipotesi di un nuovo prelievo fiscale, avanzata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per finanziare la manovra, ha bruscamente interrotto la rimonta dei titoli bancari a Piazza Affari. Il solo annuncio, definito da molti operatori come un «pizzicotto» ma dai effetti tutt’altro che lievi, ha infatti provocato un immediato contraccolpo, facendo crollare l’indice Ftse Mib Banche del 4,4% nell’arco dell’ultima settimana di agosto. La misura in discussione, che era stata già scartata lo scorso anno, riguarda una possibile imposta sugli acquisti di azioni proprie, i cosiddetti buyback, pratica della quale gli istituti di credito hanno fatto ampio ricorso negli ultimi tempi.

Proprio i buyback, il cui uso è divenuto sempre più diffuso, sono finiti nel mirino dell’esecutivo che valuterebbe l’introduzione di un’aliquota pari al 2%, uno strumento che non costituirebbe una novità assoluta sul panorama internazionale. L’obiettivo è quello di recuperare risorse, si parla di circa un miliardo di euro, attingendo da un settore che, come è noto, ha generato utili netti per ben 46 miliardi negli ultimi due esercizi. Una mossa che si inserisce in un ragionamento più ampio e ancora in stato larvale, finalizzato a reperire fondi per la prossima legge di bilancio.

Tuttavia, il percorso per l’approvazione di un simile provvedimento si annuncia irto di ostacoli, a cominciare dai veti politici interni alla maggioranza. Forza Italia, per voce del suo leader Antonio Tajani, ha già chiuso ogni porta, opponendosi con decisione all’introduzione di ulteriori tributi e, ancor di più, a un prelievo specifico rivolto alle banche. Secondo Tajani, agli istituti di credito non si può imporre alcunché, ma al massimo si può aprire un confronto, come quello che portò allo scorso patto sul rinvio delle deduzioni fiscali.

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