Gabriel Garko si racconta a “Da noi… a ruota libera”: la libertà oltre i compromessi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Gabriel Garko, ospite della prima puntata della nuova stagione di “Da noi… a ruota libera” su RaiUno, ha offerto un ritratto sincero e per nulla compassionevole di sé stesso, rivelando le dinamiche, spesso scomode, che hanno plasmato la sua lunga carriera nel mondo dello spettacolo. Alla conduttrice Francesca Fialdini, che ha guidato la conversazione con la consueta discrezione, l’attore ha sottolineato con decisione di non percepirsi affatto come una vittima, nonostante le pressioni subite. “Ho fatto coming out in maniera sincera”, ha dichiarato, “e il pubblico mi ha rasserenato”, aggiungendo come la sua famiglia fosse già a conoscenza della sua verità, un particolare che rende il suo percorso di confessione pubblica meno travagliato di quanto si potrebbe immaginare.
Il racconto è partito da lontano, dagli esordi assolutamente non scontati per un giovane sedicenne che, negli anni Novanta, si vide incoronare “il più bello d’Italia”. Un riconoscimento che, se da un lato accese i riflettori su di lui, dall’altro si rivelò quasi un fardello inatteso. Garko ha confessato di aver sperato che quel titolo gli spalancasse le porte del cinema romano, suo sogno primario, ma quasi quel peso lo bloccò, al punto da spingerlo a un gesto considerato folle dall’ambiente e persino da suo padre: il rifiuto di firmare un contratto in esclusiva. Una scelta coraggiosa che, paradossalmente, non fermò la sua ascesa ma ne dirottò il percorso verso il piccolo schermo.
Fu infatti la televisione commerciale, in particolare Canale 5 con le sue fiction di grande successo, a costruire intorno a lui l’immagine dell’uomo fatale, un’icona di amori romanzati che per anni ha fatto sognare il pubblico italiano. Oggi, però, Garko rivela come quel periodo dorato nascondesse in realtà una profonda sofferenza personale. Per assecondare le esigenze di un certo tipo di narrazione e per consolidare il proprio successo, l’attore ammette di essere stato costretto a vivere dei “compromessi”, che definisce “falsi amori”, i quali hanno segnato in modo indelebile la sua sfera privata, rendendo “non facile” da vivere quegli anni di apparente trionfo.




