Iva Zanicchi, premio alla carriera a Sanremo 2025: "Ho 85 anni, ma me ne frego"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Iva Zanicchi, icona della musica italiana, ha ricevuto ieri sera il Premio alla carriera durante la 75ª edizione del Festival di Sanremo. A distanza di 60 anni dalla sua prima partecipazione, l’artista è tornata sul palco dell’Ariston, dove ha ripercorso le tappe di una carriera lunga e luminosa, esibendosi in alcuni dei suoi brani più celebri: “Non pensare a me”, “Ciao cara come stai” e “Zingara”. Al termine della performance, il pubblico in sala si è alzato in piedi, regalandole una standing ovation che ha confermato il legame indissolubile tra la cantante e il Festival. “Sono legatissima a Sanremo e a Carlo Conti”, ha dichiarato Zanicchi, visibilmente emozionata. “Ho 85 anni, ma finché posso ballare e cantare me ne frego. Vorrei fare un tour in Sud America”, ha aggiunto con la sua proverbiale verve.

Durante la conferenza stampa che è seguita alla premiazione, l’“aquila di Ligonchio” ha dato vita a un vero e proprio show, alternando ricordi personali, riflessioni sulla musica e battute taglienti. Tra i momenti più toccanti, quelli dedicati al marito e al fratello scomparsi, ai quali ha rivolto parole cariche di affetto. “Giravo nuda per far ridere mio marito malato”, ha raccontato, senza filtri, dimostrando ancora una volta la sua capacità di mescolare ironia e profondità. Ma è stato il tema dell’autotune a scatenare la sua vena più polemica. “Quella merdaccia”, ha esclamato senza mezzi termini, pur riconoscendo che quest’anno molti artisti in gara sono risultati “molto intonati”. Tuttavia, ha voluto sottolineare come alcuni, come Olly, Ranieri e Giorgia, abbiano brillato senza bisogno di correzioni artificiali. “Sono stati bravissimi”, ha commentato, lasciando trapelare una certa preferenza per la purezza vocale.

Non sono mancati, ovviamente, i momenti di sfottò, tipici del suo stile diretto e senza peli sulla lingua. Rivolgendosi alla Michielin, ha scherzato: “Dopo di me c’è lei? Tutti gli infortunati allora. Ci metterà un po’ di tempo visto che zoppica, abbiamo tempo”. Battute che, pur nella loro apparente durezza, hanno contribuito a creare un clima leggero e divertente, ben lontano dai formalismi che spesso caratterizzano le conferenze stampa.

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