Macron annuncia il riconoscimento della Palestina, mentre Trump e Netanyahu respingono la mossa
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Redazione Esteri
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Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato, attraverso un post su X, che la Francia riconoscerà ufficialmente lo Stato di Palestina, definendolo un passo necessario per una "pace giusta e duratura" in Medioriente. L'annuncio, che sarà formalizzato durante il prossimo vertice dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre, ha immediatamente scatenato reazioni contrastanti, dividendo gli alleati tradizionali e riaccendendo il dibattito sulla soluzione dei due Stati.
Macron, il cui governo copresiederà con l'Arabia Saudita una conferenza internazionale dedicata al rilancio del negoziato israelo-palestinese, ha ribadito che la decisione è coerente con l'impegno storico della Francia nel sostenere una risoluzione bilaterale del conflitto. Tuttavia, la mossa è stata stroncata dal governo statunitense, che attraverso un comunicato ufficiale ha bollato la scelta come "avventata" e favorevole alla "propaganda di Hamas". La Casa Bianca, guidata da Donald Trump, ha mantenuto una posizione ambigua sulla questione, allontanandosi dalla tradizionale linea diplomatica americana e marcando così una frattura con diversi partner europei.
La reazione più dura è arrivata da Benjamin Netanyahu, che ha definito la decisione francese "un premio al terrore", riferendosi agli attacchi del 7 ottobre. Il primo ministro israeliano, da mesi sotto pressione per la gestione del conflitto a Gaza, ha ribadito che qualsiasi riconoscimento della Palestina in questa fase minerebbe ulteriormente i già fragili negoziati per il cessate il fuoco, falliti nuovamente nelle scorse settimane.




