Vivendi non molla su Netco: "Serve un'assemblea straordinaria"
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Redazione Economia
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Ancora una giornata difficile per Tim, che ieri ha chiuso la settimana in deciso ribasso, perdendo il 3,67% e scivolando sotto quota 0,26 euro, a 0,2573. All’indomani delle parole del cfo di Vivendi Francois Laroze, nel corso della conference call sui risultati, fonti del gruppo francese – primo socio di Tim con il 23,7% – hanno chiarito infatti che la posizione di Vivendi sulla vendita di Netco a Kkr non è cambiata: dovrà essere un’assemblea straordinaria degli azionisti a pronunciarsi sull’operazione.
I segnali si intuivano da tempo, ma ieri si è avuta conferma che sul tema della rete di Tim il vertice di Vivendi è spaccato. Da una parte l'erede di Vincent Bolloré, il 43enne Yannick, dall'altra la vecchia guardia guidata da Arnaud de Puyfontaine. E la spaccatura si è consumata platealmente dopo che giovedì il Cfo François Laroze, di nomina Yannick, aveva dichiarato che il voto su scorporo e cessione della rete avrebbe dovuto essere valutato da un'assemblea dei soci «perlomeno ordinaria».
«Vivendi in merito a quanto riportato oggi da il Giornale smentisce con forza la tesi che all'interno del gruppo ci siano diverse visioni. La visione sulla rete è una sola e condivisa». Così ieri una nota del gruppo francese, azionista di Tim al 23,75%, in merito a indiscrezioni su una possibile spaccatura del vertice di Vivendi sul dossier NetCo, ovvero lo scorporo-cessione della rete. Affinché l'informazione sia completa, è giusto precisare che il Giornale aveva preso spunto dalle dichiarazioni rilasciate giovedì dal cfo di Vivendi, Francois Laroze, secondo il quale il gruppo francese rivendica il diritto di esprimere la propria opinione nel corso di «un'assemblea ordinaria o straordinaria», confermando perciò l'ammorbidimento della posizione espressa in precedenza dal ceo Arnaud de Puyfontaine.




