Ciclisti uccisi a Terlizzi, il 30enne alla guida: «Stava andando in vacanza dopo il turno di notte»
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Redazione Interno
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Francesco Del Vecchio, 30 anni, aveva lavorato fino a tarda notte in un locale, prima di mettersi al volante della sua Lancia Delta domenica mattina. Era poco dopo le 8 quando è partito da Ruvo di Puglia, diretto a Bari, dove avrebbe dovuto incontrare degli amici per poi raggiungere insieme il Salento. Quello che doveva essere l’inizio di una vacanza estiva si è trasformato in una tragedia: lungo la provinciale 231, all’altezza di Terlizzi, la sua auto ha travolto un gruppo di ciclisti, uccidendone tre sul colpo.
Le vittime sono Sandro Abruzzese, Vincenzo Mantovani e Antonio Porro, appassionati di ciclismo che, come ogni domenica, avevano scelto quella strada per il loro giro abituale. Del Vecchio, ferito lievemente ma in preda allo choc, ha chiamato i soccorsi prima di lasciarsi andare alla disperazione, ripetendo più volte: «Cosa ho combinato». Le indagini, ancora in corso, dovranno accertare le cause precise dell’incidente, ma tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella dell’eccessiva velocità, aggravata forse dalla stanchezza dopo una notte di lavoro.
L’automobilista, impiegato nell’azienda di famiglia ma abituato a fare lavoretti extra per arrotondare, era reduce da un turno serale. Le prime ricostruzioni parlano di un sorpasso azzardato, ma i rilievi tecnici e le testimonianze dovranno chiarire ogni dettaglio. Intanto, i corpi dei tre ciclisti sono stati sottoposti ad autopsia, mentre la procura valuta se contestare a Del Vecchio il reato di omicidio stradale




