Olanda-Giappone 2-2, le pagelle: Malen (6,5) convincente, Van Dijk (7) prezioso, Kamada (6) eroe per caso

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ad Arlington, in Virginia, la sfida tra Olanda e Giappone si è conclusa con un pareggio per 2-2 che lascia il girone F in perfetto equilibrio. La partita, giocata all'AT&T Stadium, ha regalato emozioni soprattutto nella ripresa, dopo un primo tempo caratterizzato da studi tattici e poche vere occasioni da gol. I nipponici, guidati in campo da una prestazione coraggiosa, sono riusciti per due volte a rimontare il vantaggio degli Orange, dimostrando una tenacia che ha premiato la loro fiducia nei momenti finali.

La cronaca di una gara dai due volti, dunque, dove la fase di studio iniziale ha lasciato spazio a un secondo tempo vivace e ricco di colpi di scena, spingendo entrambe le formazioni a condividere il bottino in questo esordio mondiale.

Pronti, via e Malen cerca subito il guizzo

Non sono passati nemmeno tre minuti dal fischio d'inizio, e Donyell Malen, il centravanti della Roma, ha costretto il portiere nipponico Suzuki a un intervento prodigioso per deviare in angolo il suo destro potente e angolato. La stessa identica scena si è ripetuta a metà del primo tempo: su un calcio d'angolo battuto dalla destra, Malen ha svettato di testa, trovando però ancora una volta sulla propria strada i riflessi felini dell'estremo difensore del Parma. Al di là di queste due incursioni, l'Olanda ha faticato a imbastire trame offensive fluide in avvio.

Le uniche altre emozioni della prima frazione, prima del riposo sullo 0-0, sono arrivate da parte giapponese: Nakamura prima e Ueda poi, entrambi col destro, hanno fatto tremare la traversa e l'esterno della rete, creando i primi grattacapi alla retroguardia olandese.

La ripresa esplode, il pareggio è una questione di carattere

Al rientro in campo l'inerzia è cambiata radicalmente. La partita, che sembrava destinata a scivolare via in un sostanziale equilibrio, ha improvvisamente preso fuoco. Virgil van Dijk, preciso nel tempismo e nel colpo di testa al 51', ha sbloccato il risultato sugli sviluppi di un cross di Gravenberch, trovando la rete dell'1-0 e illudendo i suoi.

Una gioia, quella del capitano, che è durata lo spazio di pochi minuti: al 57' Keito Nakamura ha ristabilito la parità con un tiro dal limite dell'area che ha sorpreso Verbruggen, rivelando una certa fragilità difensiva nel cuore del centrocampo olandese. L'Olanda, tuttavia, non ha accusato il colpo e ha ritrovato la via del gol al 64' con Crysencio Summerville, il cui sinistro a giro si è infilato all'incrocio dei pali, portando gli Orange sul 2-1. Sembrava fatta per Koeman, e invece...

Kamada, l'eroe (involontario) del finale

Dopo il 2-1 l'Olanda ha alzato il piede dall'acceleratore, forse convinta di avere il controllo della situazione. Un errore fatale, perché il Giappone, lungi dallo smettere di crederci, ha continuato a spingere con ordine fino al termine. Quando il cronometro segnava l'88', sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto dalla destra, Koki Ogawa ha svettato più in alto di tutti, colpendo di testa una palla che, nel suo involontario volo, ha incontrato la nuca di Daichi Kamada.

L'ex centrocampista della Lazio, forse nemmeno consapevole di ciò che stava accadendo, ha così deviato il pallone alle spalle del portiere olandese, firmando la rete del definitivo 2-2. Una beffa per Verbruggen, che è stato tradito dalla deviazione, ma un premio alla perseveranza per l'intera nazionale asiatica. Nelle pagelle di Sky Sport, Kamada riceve un 7 che sottolinea la sostanza di un pareggio pesante, mentre Malen si ferma a un 6,5 per la pericolosità mostrata, nonostante la mancanza del gol.

Un gruppo F già infuocato

Con questo risultato, Olanda e Giappone si dividono la posta in palio in quello che è probabilmente il girone più equilibrato del torneo, in attesa del verdetto della sfida notturna tra Svezia e Tunisia. La sensazione, al termine di questa prima giornata, è che nessuna delle due favorite abbia ancora espresso il proprio potenziale offensivo al meglio.

L'Olanda, nonostante i due gol, ha mostrato amnesie difensive preoccupanti nel cuore della ripresa, mentre il Giappone ha messo in mostra un'organizzazione difensiva a tratti impeccabile, alternata a ingenuità che solo la furia agonistica finale è riuscita a correggere. La partita di Arlington, con la sua altalena di emozioni, ha consegnato agli appassionati un copione classico: la forza bruta e l'esperienza della Nazione europea contro l'elasticità e la resilienza del Sol Levante.

Un pareggio che, a conti fatti, sa più di occasione persa per i primi e di impresa compiuta per i secondi, i quali hanno dimostrato di potersela giocare ad armi pari con le grandi del calcio mondiale.

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