Fossano, 14enne lasciata a terra dal bus: «Faccio salire solo gli italiani». L'autista nega, l'azienda: «È scesa da sola»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un pomeriggio qualunque alla stazione ferroviaria di Fossano, in provincia di Cuneo, si è trasformato in un caso destinato a far discutere. Una ragazza di 14 anni, di origine marocchina ma nata in Italia, ha denunciato di essere stata lasciata a terra da un autobus sostitutivo di Trenitalia dopo che l'autista le avrebbe rivolto una frase discriminatoria. La giovane, in possesso di un regolare biglietto, stava cercando di salire sul mezzo diretto a Cuneo, città dove risiede e frequenta le scuole superiori, quando si è vista sbarrare la porta.

La ricostruzione della famiglia

Secondo il racconto fornito dal fratello 28enne, la ragazza era andata a trovare un'amica a Fossano, dove la famiglia ha vissuto a lungo, e doveva rientrare a Cuneo. Quel giorno i treni non circolavano per lavori di manutenzione programmata sulla linea, e Trenitalia aveva attivato il servizio sostitutivo con i bus della società Stat, azienda di trasporti di Casale Monferrato. Alle 18:30 la giovane si è presentata alla fermata con il suo biglietto, ma al momento di salire l'autista le avrebbe detto: «Faccio salire solo gli italiani, non gli stranieri».

La ragazza è rimasta a terra, impossibilitata a tornare a casa con quel mezzo.

Avvisato dell'accaduto, il fratello maggiore è andato a prenderla. I due hanno atteso il passaggio dell'autobus successivo e, riconosciuto lo stesso conducente, lo hanno affrontato. Il giovane ha ripreso il confronto con il cellulare, un video che è poi finito sui social e sulle televisioni locali. Nel filmato si sente il fratello chiedere spiegazioni: «Mia sorella non è potuta tornare a casa. Il tuo lavoro è far salire tutti». L'autista, dal posto di guida, ha respinto le accuse sostenendo che la ragazza avesse interpretato male le sue parole.

La quattordicenne, dal canto suo, ha replicato: «Non ho capito male, ho capito quello che hai detto».

L'intervento delle forze dell'ordine e la presa in carico della segnalazione

Il 28enne ha chiamato i carabinieri, che sono intervenuti sul posto. Su suggerimento dei militari, la famiglia si è rivolta a un legale. La segnalazione è stata presa in carico anche dalla sede cuneese della Rete regionale contro le discriminazioni, struttura che si occupa di casi di questo tipo sul territorio piemontese. L'autobus coinvolto era in servizio sulla tratta Fossano-Cuneo, attivo per lavori ferroviari programmati dal 19 al 27 settembre.

Sulla vicenda è intervenuta la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Giulia Marro, che ha chiesto chiarezza: «Negare a una ragazza di 14 anni l'accesso a un servizio di trasporto pubblico per la sua origine è una discriminazione gravissima, che non può trovare spazio nelle nostre comunità. Trenitalia e l'azienda che gestiva il servizio sostitutivo chiariscano rapidamente quanto accaduto e, se i fatti saranno accertati, assumano tutti i provvedimenti conseguenti».

Il caso è approdato anche in Parlamento, con un'interrogazione presentata dalle deputate del Partito Democratico Chiara Gribaudo e Ouidad Bakkali al ministro dei Trasporti Matteo Salvini.

La replica dell'azienda di trasporti

Il giorno successivo alla diffusione della notizia è arrivata la replica ufficiale del gruppo Stat, che gestisce il servizio per conto di Trenitalia. In una nota, l'azienda ha respinto ogni accusa di discriminazione: «Abbiamo garantito e sempre garantiremo il servizio pubblico di trasporto, ovviamente senza alcun tipo di discriminazione: Stat ripudia ogni forma di razzismo».

La società ha poi contestato la ricostruzione fornita dalla famiglia: «Diversamente da quanto riportato, non ci risulta che sia stato negato l'accesso al bus da parte del nostro personale e la ragazza, che era già a bordo dell'autobus, è scesa volontariamente. Non le è mai stato chiesto di farlo».

L'amministratore delegato di Stat, Paolo Pia, è intervenuto ulteriormente sulla vicenda, definendo quella dell'autista una «battuta poco elegante e piacevole» che sarebbe stata fraintesa. Pia ha precisato che nello stesso luogo erano presenti altri tre autobus diretti alla stessa destinazione e in partenza alla stessa ora, tutti gestiti dalla stessa azienda, e che l'autista è attualmente fuori servizio.

«Ci ha confermato che non ha mai impedito alla persona né di salire né di rimanere a bordo», ha aggiunto il dirigente, sottolineando che il pullman era vuoto al momento dei fatti e che quindi non ci sono testimoni a confermare o smentire le rispettive versioni. L'azienda ha inoltre ricordato di impiegare oltre 200 dipendenti di diverse nazionalità, tra cui marocchini, argentini, brasiliani, afghani, ucraini, albanesi e romeni, definendo il proprio organico un esempio di integrazione.

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