Torino, corteo pro Pal bloccato sul lungo Dora: lancio di oggetti e idrante della polizia
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Redazione Interno
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Il corteo organizzato dal coordinamento «Torino per Gaza» si è fermato sul lungo Dora, mercoledì 7 ottobre, dopo circa un'ora di fronteggiamenti con le forze dell'ordine. È accaduto nel tardo pomeriggio, al termine di un'assemblea pubblica durata oltre due ore nell'aula 1 del Campus Luigi Einaudi dell'Università di Torino.
Secondo quanto ricostruito, i manifestanti sono stati bloccati dagli sbarramenti della polizia in assetto antisommossa; a quel punto, contro gli agenti sono stati lanciati alcuni oggetti e una torcia da segnalazione, e la risposta è arrivata con l'uso dell'idrante.
La dinamica degli scontri
Il corteo era composto da circa duecento persone e si è progressivamente sciolto dopo l'intervento della polizia. Stando alle fonti, il blocco delle forze dell'ordine è avvenuto dapprima in corso Farini; i manifestanti hanno quindi invertito il percorso dirigendosi verso lungo Dora Siena, dove sono stati nuovamente fermati e trattenuti per circa un'ora prima che la situazione degenerasse.
L'assembramento si è dissolto senza che si registrassero feriti o scontri diretti, e gli organizzatori hanno annunciato un nuovo appuntamento per sabato 10 ottobre, quando è previsto un corteo regionale con partenza da piazza Castello.
L'assemblea al Campus Einaudi
L'iniziativa, intitolata «Tre anni di genocidio, Tre anni di resistenza», si è svolta nel giorno del terzo anniversario dell'attacco condotto da Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023.
Nei giorni precedenti l'appuntamento, l'Università degli Studi di Torino aveva preso formalmente le distanze dall'evento: la rettrice Cristina Prandi aveva precisato che per l'occupazione dell'aula non era stata inoltrata alcuna richiesta formale né concessa alcuna autorizzazione all'uso degli spazi accademici, definendo «provocatoria» la scelta di convocare l'incontro proprio nella data simbolica del 7 ottobre.
Le rivendicazioni dei manifestanti
In testa al corteo è stato portato uno striscione con la scritta «Contro ogni genocidio. Contro ogni guerra. Ora e sempre Resistenza». Prima di muoversi verso le strade cittadine, i portavoce hanno rivendicato la mobilitazione affermando che, a fronte dei divieti imposti alle manifestazioni di piazza in varie città italiane per la ricorrenza, «Torino sa da che parte stare». Nel corso della serata, Sara Munari, tra i leader di Askatasuna, ha definito il 7 ottobre «un atto di resistenza che ha cambiato la storia».
Il rafforzamento delle misure di sicurezza
La giornata è stata caratterizzata da una particolare attenzione delle forze dell'ordine verso le iniziative pro Palestina. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi aveva confermato il rafforzamento dei dispositivi di controllo in vista delle manifestazioni previste per la ricorrenza, con particolare attenzione ai luoghi legati a Israele e alla cultura ebraica. L'attacco del 7 ottobre 2023 causò la morte di circa 1.200 persone in Israele e la cattura di 251 ostaggi.
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