Altalena climatica nel primo weekend 2026: dopo il freddo glaciale arriva lo scirocco
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Redazione Interno
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Il primo weekend dell’anno, che segue il morso di un gelido Capodanno, si presenta come un chiaro esempio di quella variabilità tipica della stagione invernale, con un quadro atmosferico in rapida evoluzione che, pur senza sfociare in eventi estremi, disegna scenari profondamente diversi lungo la Penisola. La Puglia e la Basilicata, regioni spesso divise da microclimi contrapposti anche a pochi chilometri di distanza, saranno ancora una volta teatro di condizioni contrastanti, mentre correnti umide e ventilate, provenienti dai quadranti meridionali, alimentano un generale senso di instabilità.
Sabato tra sole nordico e nuvole al Centro
Nella giornata di sabato 3 gennaio, il Nord Italia beneficerà di un tempo largamente soleggiato, fatta eccezione per quelle nebbie mattutine che avvolgono la Val Padana – le quali, tuttavia, sono destinate a sollevarsi e a diradarsi parzialmente con il passare delle ore. Le temperature, in questo settore, rimarranno basse e sostanzialmente invariate, con valori massimi che faticheranno a superare la soglia degli 8 gradi. Al Centro, invece, il tempo si mostrerà già più perturbato, specialmente sul Lazio, sull’Umbria e lungo le zone interne adriatiche, dove è attesa qualche pioggia e neve a quote piuttosto elevate, non inferiori ai 1600 metri.
La svolta di domenica con la prima perturbazione
La situazione muterà in maniera più netta nella giornata di domenica 4, allorquando farà il suo ingresso la prima perturbazione organizzata del mese. Se al Nord persisteranno condizioni perlopiù stabili, salvo qualche addensamento e piovasco intermittente in Romagna – con neve che potrebbe cadere già dai 600 metri, per poi attenuarsi in serata –, il Centro e parte del Sud saranno interessati da fenomeni più significativi. Schiarite interesseranno soltanto l’alta Toscana, mentre sul resto delle regioni centrali e in alcune aree meridionali le piogge e i rovesci diverranno diffusi, accompagnati da nuove precipitazioni nevose in Appennino, sempre sopra i 1600 metri di quota.
La settimana che si apre all’insegna del maltempo
Questo pattern di instabilità, destinato a protrarsi anche nella giornata di lunedì 5 su diverse zone del Centro-Sud, rappresenta soltanto il preludio di un inizio di settimana ancora movimentato. Le proiezioni dei modelli meteorologici, sebbene non abbiano ancora delineato con assoluta precisione la traiettoria di un secondo sistema perturbato, indicano infatti l’arrivo di un’ulteriore perturbazione proprio per il giorno dell’Epifania, martedì 6 gennaio. L’obiettivo principale di questo nuovo impulso di maltempo, che segue di poco il primo, rimane il Centro-Sud, con una possibile estensione verso il settore dell’alto Adriatico, in un continuo ribaltamento delle condizioni che sembra voler archiviare rapidamente la parentesi di freddo pungente dei giorni scorsi.




