Clamoroso al circolo polare: il Manchester City di Guardiola travolto dal Bodø/Glimt
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Redazione Sport
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La Champions League, che proprio nella sua fase a gironi rinnovata sembrava aver attenuato parte del suo fascino imprevedibile, ha prodotto una di quelle notti destinate a rimanere negli annali, e non solo per gli appassionati di calcio nordico. A Bodø, città norvegese dove le aurore boreali illuminano un palcoscenico già di per sé magico, si è consumata un'autentica disfatta per i campioni d'Europa in carica, il Manchester City, travolti per 3-1 da una squadra che, fino a quel momento, non aveva ancora colto una vittoria in questa edizione della competizione. Pep Guardiola, reduce da una sconfitta nel derby di Manchester, si è trovato a dover gestire un incubo tattico e umano, osservando impotente una prestazione largamente insufficiente dei suoi, oppressi dall'intensità e dalla freddezza degli avversari.
Un primo tempo da incubo per i Citizens
Quello che è apparso subito chiaro, sin dai primi scambi di gioco, è stata l'incapacità dei giocatori inglesi di reggere il ritmo furioso imposto dai padroni di casa, i quali hanno imbevuto la partita di una pressione costante e di transizioni offensive micidiali. Il City, alle prese con una crisi di giocatori infortunati che ha particolarmente menomato il reparto difensivo, è parso insolitamente fragile e lento nelle reazioni, concedendo spazi che una formazione come il Bodø/Glimt è abituata a sfruttare con chirurgica precisione. La doppia sventola di Kasper Hogh, giunta nel giro di soli due minuti, ha di fatto sigillato le sorti dell'incontro già nel primo tempo: prima di testa su un cross dalla sinistra, e poi, poco dopo, a conclusione di una ripartenza rapida che ha spezzato in due la retroguardia avversaria.
Il tentativo di reazione e la beffa dell'espulsione
Nel secondo tempo, nonostante un cambio di atteggiamento e una maggiore presenza in zona offensiva, le speranze di rimonta dei Citizens sono state stroncate da un'altra perla firmata da un giocatore che conosce bene i riflettori delle grandi serate europee. L'ex milanista Jens Petter Hauge ha infatti trovato il gol del possibile tris, mettendo momentaneamente in stand-by qualsiasi velleità di recupero. La rete del momentaneo 3-1 siglata da Cherki, che pure aveva riacceso una flebile luce, è stata immediatamente spenta dall'espulsione per doppia ammonizione di Rodri, pilastro irrinunciabile del centrocampo cittadino, il quale ha lasciato i suoi in nove uomini per gli ultimi minuti, rendendo di fatto qualsiasi progetto di rimonta pura utopia.
Le conseguenze di una sconfitta inattesa
La sconfitta, sebbene non metta in discussione la qualificazione del Manchester City alla fase successiva, rappresenta un macigno dal punto di vista psicologico e dell'immagine, proiettando un'ombra di dubbio sulla reale solidità di un gruppo che sembrava inarrivabile. Per il Bodø/Glimt, invece, si tratta di una vittoria storica, un biglietto da visita di valore inestimabile che certifica la crescita del calcio norvegese e la capacità dei suoi club di competere ad altissimi livelli, sfruttando un gioco collettivo organizzato e un’energia quasi inesauribile. Guardiola, di fronte a una simile prestazione, dovrà ora analizzare a fondo le ragioni di un crollo così netto, cercando di ritrovare quell'equilibrio che fino a poche settimane fa sembrava la caratteristica distintiva della sua squadra.




