Manovra, ai ministri solo i rimborsi viaggio
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Redazione Interno
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Nella lunga notte degli emendamenti in commissione Bilancio alla Camera, si è deciso di sgonfiare le buste paga di ministri e sottosegretari non parlamentari, rinforzando al contempo la norma "anti-Renzi", che impedirà a parlamentari e presidenti di Regione di ricevere incarichi pagati fuori dall'Unione Europea. Questa norma, nella sua ultima versione, evita anche di colpire i parlamentari eletti all'estero. La novità è giunta al termine di una lunga mediazione, dopo che il tentativo del Governo, attraverso i relatori alla legge di bilancio, di allineare le buste paga di tutti i componenti del Governo a quelle dei parlamentari, era stato bloccato dal ministro della Difesa Guido Crosetto.
L'aumento mascherato degli stipendi dei ministri è stato trasformato in un rimborso spese. L'adeguamento, emerso durante i lavori sulla manovra di bilancio in corso alla Camera, si limiterà al rimborso delle spese di trasferta per i componenti del governo che non sono anche deputati o senatori. Il costo totale per lo Stato si ferma quindi a 500.000 euro, meno della metà della cifra inizialmente prevista.
Inoltre, è stato approvato un emendamento che istituisce un fondo per la cura e prevenzione dell'obesità, con una dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027. Questo fondo, previsto nello stato di previsione del ministero della Salute, è stato introdotto per finanziare futuri interventi normativi in materia di prevenzione e cura dell'obesità. L'emendamento, a prima firma di Roberto Pella, capogruppo di Forza Italia in Commissione Bilancio alla Camera, è stato accolto con favore dalla commissione.
La decisione di limitare l'aumento degli stipendi dei ministri non parlamentari al solo rimborso delle spese di trasferta è stata presa dopo che l'ipotesi di un ritiro dell'emendamento relativo all'aumento degli stipendi si era fatta più concreta già nella serata precedente.




