Rimborsi spese per i ministri, il governo rivede la decisione
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Redazione Interno
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Il governo italiano, dopo aver tentato di aumentare gli stipendi dei ministri e dei sottosegretari non eletti, ha deciso di riformulare l'emendamento alla Manovra, trasformando l'aumento in rimborsi spese. La decisione è stata presa nella notte tra lunedì e martedì, durante le discussioni in Commissione bilancio alla Camera dei deputati. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha accolto le obiezioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e ha annunciato la modifica in una replica alla Camera.
L'emendamento originario prevedeva un aumento di circa 7.000 euro al mese per i ministri, viceministri e sottosegretari tecnici, ossia non eletti in Parlamento. Tuttavia, la nuova versione dell'emendamento prevede rimborsi spese solo per coloro che guadagnano di meno nel governo. Questa modifica ha suscitato reazioni contrastanti, con le opposizioni che hanno definito la misura un bluff.
Nel frattempo, la discussione sulla Manovra continua a essere caratterizzata da caos e ritardi. Oggi è attesa la fiducia alla Camera, mentre il via libera definitivo del Senato è stato posticipato al 28 dicembre. La Lega ha proposto una maggiore flessibilità in uscita con la previdenza integrativa, ma la questione rimane aperta.
In questo contesto, il governo cerca di trovare un equilibrio tra le esigenze di bilancio e le pressioni politiche, mentre le opposizioni continuano a criticare le scelte dell'esecutivo.




