Silvia, un'ora cosciente tra le lamiere, ha visto morire l'amica Beatrice
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Redazione Interno
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Quando i medici gli hanno riferito che sua figlia, nel torpore del coma farmacologico, aveva tentato di strapparsi il sondino, Noè Piancazzo ha percepito, in quell’atto di ribellione inconsapevole, un barlume di conforto. «Silvia è una ragazza fortissima, sta lottando», ha dichiarato, interpretando quel gesto come un segnale di vitalità che sopravvive persino alla notte più buia. Silvia, che di anni ne ha venti, e che era l’amica del cuore di Beatrice Bellucci, si è ritrovata per sessanta lunghissimi minuti completamente cosciente tra le lamiere contorte della sua Mini Cooper, assistendo, inerme, alla morte di Bibbi, mentre i soccorritori cercavano disperatamente di estrarle dall’abitacolo devastato.
La corsa clandestina e la caccia alla seconda vettura
Mentre la giovane vita di Silvia è appesa a un filo nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Camillo, le indagini sulla dinamica dell’incidente, che ha trasformato venerdì sera via Cristoforo Colombo in un luogo di tragedia, si concentrano sulla ricostruzione di una corsa clandestina. Gli investigatori, i quali stanno setacciando le registrazioni di una ventina di telecamere, sono sulle tracce di una seconda vettura, una Bmw grigia, che sarebbe stata vista sfrecciare a folle velocità lungo l’arteria stradale poco prima dell’impatto. Un dettaglio, questo, che non è affatto secondario e che emerge con chiarezza dalla testimonianza di una persona la quale ha assistito alla scena: le due berline, secondo quanto ricostruito, procedevano affiancate in una pericolosissima gara, fino a quando non hanno incrociato la Mini Cooper.
Il percorso ad alta velocità ricostruito dagli inquirenti
La furia di quella corsa, che gli inquirenti hanno ricostruito per un tratto lungo ben dieci chilometri, ha trovato il suo epilogo di fronte allo svincolo per la sede della Regione Lazio. È lì che la Bmw Serie uno bianca, condotta da Luca Girimonte, un ventiduenne il quale è risultato negativo ai test alcolimetrici e tossicologici, ha travolto l’auto delle due ragazze, proiettandola contro un albero con una violenza inaudita. Un impatto, quello, di una forza tale da non aver concesso alcuna possibilità di salvezza a Beatrice Bellucci, la quale ha perso la vita sul colpo, e da aver causato lesioni gravissime all’amica e allo stesso Girimonte, il quale, al momento, rappresenta l’unico indagato, con l’accusa di omicidio stradale.
Le condizioni dei sopravvissute e il quadro delle responsabilità
La scena che si sono trovati di fronte i primi soccorsi era di una crudezza estrema, con la giovane Silvia intrappolata accanto al corpo senza vita dell’amica, in uno stato di shock che difficilmente si potrà cancellare. La sua lotta, ora, prosegue in ospedale, dove i medici combattono per stabilizzare le sue condizioni, mantenendola in coma farmacologico per favorire il recupero fisico e, forse, per proteggerla, almeno temporaneamente, dal peso psicologico di un ricordo così traumatico. Le indagini, intanto, proseguono senza sosta per confermare la presenza della seconda vettura e per accertare l’esatta dinamica di una serata che ha strappato via una ventenne e ne ha segnata per sempre un’altra.




