Volo nel dirupo in Aspromonte, muore 25enne: ferito l'amico. Indagini in corso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Santo Stefano d'Aspromonte, il piccolo centro che si arrampica sulle pendici della montagna calabrese, si è risvegliato con il peso di una notte drammatica. Poco dopo le tre e mezza, la quiete dell'estate è stata squarciata dall'allarme: due ragazzi erano precipitati per una quindicina di metri in un dirupo lungo la strada provinciale che conduce al paese, a poca distanza dall'ingresso del centro abitato. Un volo di quindici metri che, come spesso accade in questi casi, trasforma un momento di distrazione, un passo falso o una fatalità in un evento dal quale non si torna indietro.

Il bilancio di quella caduta, nel buio della notte, è tremendo: un giovane di 25 anni ha perso la vita, mentre l'amico che era con lui se l'è cavata con ferite giudicate lievi, un destino che lascia spazio a interrogativi e che ha mobilitato immediatamente i soccorsi.

La chiamata e l'intervento dei Vigili del Fuoco

La chiamata al numero unico per le emergenze è scattata alle 3:50 del 24 agosto, un orario in cui l'oscurità è ancora fitta e il silenzio della montagna è interrotto solo dal frinire dei grilli. In pochi minuti, è partita la macchina dei soccorsi: dal distaccamento di Villa San Giovanni, i Vigili del Fuoco si sono messi in viaggio, raggiungendo sul posto anche la squadra SAF, ovvero Speleo Alpino Fluviale, del comando provinciale di Reggio Calabria. Quest'ultima è specializzata in interventi in ambienti impervi, come appunto i dirupi e le scarpate che caratterizzano il territorio aspromontano.

Le operazioni di recupero, condotte in condizioni di luce precaria e in un territorio accidentato, sono state complesse e hanno richiesto l'impiego di tecniche specifiche per risalire il ciglio della scarpata e mettere in sicurezza i due sfortunati ragazzi.

Il tragico bilancio: un morto e un ferito lieve

Una volta raggiunti i due giovani, i sanitari del 118, che si erano portati sul luogo dell'incidente, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del venticinquenne; il corpo senza vita, probabilmente, è stato poi affidato alle autorità giudiziarie per gli accertamenti di rito. L'altro ragazzo, invece, è stato estratto dal dirupo e trasportato in ospedale per le cure del caso; le sue condizioni, stando alle prime informazioni, non destano particolare preoccupazione, un piccolo spiraglio di luce in una vicenda che lascia invece un segno profondo.

La dinamica di quanto accaduto, al momento, resta ancora avvolta nel mistero e le autorità competenti stanno lavorando per ricostruire gli ultimi istanti che hanno preceduto quella tragica caduta.

Le ipotesi e le indagini delle autorità

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, che hanno iniziato i rilievi e ascoltato i primi testimoni per cercare di fare luce su quanto realmente accaduto. Secondo una prima e ancora parziale ricostruzione, i due giovani si trovavano a piedi lungo quella strada provinciale, forse di ritorno da una serata trascorsa nei locali della zona o semplicemente in cerca di un po' di fresco notturno, una pratica comune in questo periodo dell'anno. Il ciglio della strada, in quel tratto, è esposto e privo di protezioni, e un passo falso può rivelarsi fatale.

Gli inquirenti, in queste ore, stanno esaminando ogni dettaglio, dallo stato dei luoghi alle eventuali tracce lasciate dai due ragazzi, per escludere qualsiasi ipotesi, anche quella di un incidente autonomo, che al momento sembra essere la pista più accreditata, ma che dovrà essere confermata da ulteriori accertamenti.

La tragedia in Aspromonte e il ricordo di una notte d'estate

La morte del giovane di 25 anni getta nello sconforto l'intera comunità di Santo Stefano d'Aspromonte, un paese che conosce bene il fascino e al contempo il pericolo dei suoi sentieri e delle sue strade di montagna. È una tragedia che si consuma nel silenzio della notte, lontano dagli occhi di tutti, e che lascia a una famiglia il dolore di un lutto inaspettato. Per l'amico sopravvissuto, che si trova ora a fare i conti con un'esperienza devastante e con la perdita di un compagno di avventure, inizierà un percorso di elaborazione che non sarà semplice.

L'Aspromonte, con la sua natura selvaggia e le sue scarpate che si perdono nel buio, è stato teatro di un evento che, al di là delle indagini tecniche, rimane una ferita aperta per chi vive e frequenta questi luoghi.

Le operazioni di recupero e i rilievi dei carabinieri

Le operazioni di recupero, coordinate dai Vigili del Fuoco, sono andate avanti per diverse ore dopo la mezzanotte e hanno richiesto un notevole dispiegamento di forze. Gli uomini della squadra SAF, calandosi con le corde e le attrezzature specifiche, hanno raggiunto il fondovalle del dirupo per mettere in sicurezza i corpi e consentire le operazioni di risalita. Nel frattempo, i carabinieri hanno provveduto a isolare l'area e a effettuare i primi rilievi fotografici, cercando di ricostruire la traiettoria della caduta e di individuare eventuali elementi utili a chiarire la dinamica.

Le salme sono state affidate all'autorità giudiziaria, che nelle prossime ore potrebbe disporre l'autopsia per fugare ogni dubbio sulle cause del decesso.

L'incidente autonomo: cosa si sa

Al momento, la pista più accreditata rimane quella dell'incidente autonomo, ovvero una caduta accidentale dovuta a una distrazione o a un malore. Ma gli inquirenti, come da prassi, non si fermano alle prime impressioni e stanno vagliando tutte le possibili cause. Si cerca di capire, ad esempio, se i due giovani potessero avere assunto alcolici o sostanze che potrebbero aver compromesso la loro capacità di valutare il pericolo, anche se al momento non ci sono elementi che confermino questa ipotesi.

La testimonianza dell'amico sopravvissuto, che sarà ascoltato non appena le sue condizioni lo permetteranno, potrebbe rivelarsi decisiva per ricostruire i momenti precedenti alla caduta e per far luce su quanto accaduto in quella notte che, per un ragazzo, si è rivelata fatale.

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