Pino è, la notte in cui piazza del Plebiscito si trasformò in un pentagramma
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La voce di Pino Daniele, quel timbro inconfondibile capace di fondere il blues con la malinconia partenopea e il jazz con la rabbia sociale, resterà per sempre un unicum irripetibile nel panorama musicale italiano. Eppure, a dieci anni esatti dalla sua scomparsa e a settanta dalla nascita, le sue canzoni si sono fatte nuovamente carne e respiro nella piazza che più di ogni altra gli appartiene.
È accaduto sabato 6 giugno, quando Rai 1 ha mandato in onda (in replica rispetto all’evento originale del settembre 2025) “Pino È – Il Viaggio del Musicante”, una serata evento registrata nella splendida cornice di Piazza del Plebiscito a Napoli, con la conduzione affidata a Carlo Conti e Fiorella Mannoia.
Un cast di voci per un’eredità senza tempo
Sul palco allestito nel cuore della città, si sono alternati artisti di generazioni diverse, quasi a dimostrare che la musica di Daniele non conosce confini anagrafici né etichette di genere. C’erano Giorgia ed Elisa, capaci di restituire la potenza lirica di “Vento di passione”, ma anche Emma, giudicata dalla critica “fuori categoria” per la visceralità di “Stare bene a metà”, e Elodie, definita da molti “magia pura” per la sua interpretazione di “Qualcosa arriverà”.
Non sono mancati i nomi del rap e del pop contemporaneo, da Salmo a Mahmood, passando per Geolier e Clementino (quest’ultimo, va detto, giudicato da alcuni “fuori posto” in un contesto così intimista), a testimonianza di come il repertorio di Pino – da “Napule è” a “Je so’ pazzo” – sia ormai un bene comune della musica italiana.
Oltre le pagelle: il premio e i giovani talenti
La serata, trasmessa in contemporanea su RaiPlay e in simulcast su Rai Radio2, non si è limitata a una rievocazione nostalgica. L’evento era infatti strettamente legato alla prima edizione del “Musicante Award – Premio Pino Daniele”, un contest pensato per scovare e valorizzare i nuovi talenti emergenti; ad aprire il concerto sono stati proprio i finalisti della competizione – Bosnia, Rosita Brucoli, Rossana De Pace, Vittoria Sciacca e X Giove – prima di lasciare spazio ai big.
A impreziosire il tributo, la partecipazione di volti noti come l’attore Alessandro Siani e di musicisti storici che avevano accompagnato Daniele dal vivo, come il batterista Tullio De Piscopo e il chitarrista Gigi De Rienzo, i quali hanno contribuito a ricreare l’atmosfera autentica di quelle sonorità che mescolavano il terremoto del blues con il profumo del mare.
La cronaca di un evento senza retorica
Nonostante la pioggia di elogi per le performance di artisti come Ron (in “Resta con me”) o Francesco De Gregori (in “Putesse essere allero”), la serata ha avuto anche un risvolto concreto e socialmente utile. Tutti gli artisti, i conduttori e i tecnici hanno prestato la loro opera gratuitamente, devolvendo i proventi della serata – andata in onda in prima serata su Rai 1 raccogliendo oltre 2 milioni e 300mila spettatori con uno share del 18.7% – a progetti benefici.
In particolare, i fondi sono stati destinati al progetto PREME dell’Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma e alle iniziative della Fondazione Pino Daniele ETS, che promuove borse di studio per i giovani musicisti. Un gesto che, senza clamore, ha trasformato la festa in un atto di responsabilità, restituendo alla città di Napoli e al pubblico italiano un esempio di come la cultura possa essere al contempo spettacolo e sostegno.




