Bologna-Celtic 2-2: un punto nato dalla reazione, tra errori e espulsione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Al Dall’Ara, dove prima del fischio d’inizio si erano registrati scontri tra tifosi, il Bologna ha firmato una rimonta di carattere contro il Celtic Glasgow, agguantando un pari per 2-2 che mantiene vive le speranze di accesso ai play-off di Europa League, sebbene con qualche interrogativo in più sulla possibile testa di serie. La partita, affidata all’arbitro greco Vassilis Fotias, si è sviluppata lungo due assi diametralmente opposti: un primo tempo quasi da incubo per i padroni di casa e una ripresa di orgoglio e volontà, complici anche le circostanze di gioco. Gli scozzesi, guidati in panchina da O’Neill, erano partiti con il piede giusto, pressando alto e forzando immediatamente gli errori avversari. Al quinto minuto, infatti, un tentativo di costruzione dal basso finito male ha regalato il vantaggio iniziale: Skorupski, in uscita poco felice, ha servito involontariamente Maeda, il quale ha potuto agevolmente trovare Hatate per il gol a porta vuota. Una situazione che ha proiettato gli ospiti in una condizione di comando, poi consolidata prima dell’intervallo nonostante il Bologna, schierato da Italiano con Dallinga unico riferimento offensivo, cercasse di rialzare la testa.

L'episodio che cambia il ritmo

Proprio quando la frazione iniziale sembrava poter scivolare verso un esito già scritto, l’episodio che ne ha mutato la dinamica futura: al 34’ minuto, Hatate, già autore del gol dell’1-0, è stato prima ammonito e poi, nel giro di soli tre minuti, ha visto il secondo giallo che lo ha costretto a lasciare i compagni in dieci per il resto dell’incontro. Una svolta, questa, che i rossoblù non sono riusciti a sfruttare nell’immediato, anzi: al 40’ il Celtic ha trovato addirittura il raddoppio con Trusty, approfittando forse di un momentaneo smarrimento collettivo. Un doppio svantaggio che, agli spogliatoi, appariva decisamente gravoso, ponendo la squadra di Italiano di fronte a una scelta netta tra la resa e una reazione.

La ripresa e il pareggio a suon di mancini

La risposta, netta e convincente, è arrivata nel secondo tempo, dimostrando una tempra che ormai contraddistingue questo gruppo. Con una marcia in più e sfruttando gli spazi che l’inferiorità numerica avversaria inevitabilmente creava, il Bologna ha rimontato la china. A riaprire le sorti dell’incontro è stato Dallinga, che ha trovato la via del gol accorciando le distanze e ridando fiducia a tutta la squadra. L’operato di alcuni, come Rowe e Dominguez, è cresciuto man mano che i minuti passavano, creando occasioni pericolose e mettendo sotto pressione la retroguardia celtica. La spinta si è rivelata inarrestabile e il meritato pareggio è maturato grazie proprio a Rowe, il quale con un preciso mancino ha depositato il pallone in rete, fissando il risultato sul 2-2 finale e regalando un punto che vale oro per la classifica del girone.

La situazione in classifica e lo scenario futuro

Con questo punto, il Bologna porta il proprio tally a 11, rimanendo saldamente aggrappato al treno che conduce alla fase successiva della competizione. La partita, al di là del risultato, ha offerto diversi spunti di analisi, a partire dagli errori in fase di non possesso che hanno condotto ai gol subiti, fino alla reazione dimostrata dopo l’intervallo. Un punto che, se da un lato conferma il percorso positivo in Europa League, dall’altro lascia qualche ombra sulla solidità difensiva e sull’approccio alle partite più impegnative. Il percorso verso i play-off, ad ogni modo, resta aperto e questo pareggio, strappato con il cuore e con l’intelligenza tattica nella seconda frazione, ne è una prova tangibile.

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