L’aritmetica dello scudetto: all’Inter basta un soffio, la Lega studia la consegna della Coppa già a maggio
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Redazione Sport
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Non è più una questione di “se” ma di “quando”, un’espressione che in casa nerazzurra ha ormai sostituito ogni cautela scaramantica. Il ventunesimo Titolo della storia del club, quello che potrebbe arrivare sulla panchina di Cristian Chivu al suo primo anno da allenatore, è diventato una formalità matematica dopo il combinato disposto delle ultime giornate: da una parte la valanga di gol dell’Inter (cinque alla Roma, quattro al Como, tre al Cagliari, per un totale di dodici reti nelle tre uscite seguite all’ultima pausa), dall’altra il passo pesante delle inseguitrici, con il Napoli fermo a un solo punticino nelle ultime due partite.
Il margine di vantaggio – ben dodici lunghezze sul Napoli secondo in classifica – ha trasformato la volata finale in una passerella. Per chiudere i giochi in modo aritmetico, ai ragazzi di Chivu servono soltanto quattro punti nelle ultime cinque giornate, un bottino irrisorio se si considera la produzione offensiva messa in mostra nelle ultime settimane. A complicare ulteriormente la vita agli azzurri, la sconfitta interna contro la Lazio ha di fatto regalato ai milanesi la prima chance di festeggiare già nel prossimo weekend, nella delicata trasferta di Torino. C’è però un aspetto che riguarda la logistica e il cerimoniale, e su cui la Lega di Serie A sta lavorando in queste ore: la data della consegna fisica della Coppa.
La penultima giornata come data X per la festa di San Siro
Se la tradizione vuole che il trofeo venga alzato al cielo nell’ultima partita casalinga della squadra campione, quest’anno la procedura potrebbe subire una piccola, significativa deroga. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la Lega starebbe seriamente valutando l’ipotesi di anticipare la cerimonia di premiazione alla penultima giornata, quando l’Inter scenderà in campo a San Siro contro il Verona. Una scelta dettata dalla pura logica: se lo scudetto viene vinto con diverse giornate d’anticipo rispetto alla fine della stagione, non avrebbe molto senso far aspettare i tifosi (e la squadra) per l’abbraccio finale con il trofeo.
La data indicata, sebbene non ancora blindata dagli orari ufficiali, è quella del 17 maggio. Un calendario, questo, che regalerebbe un mese di maggio da sogno al tecnico rumeno: appena quattro giorni prima, il 13 maggio, si gioca la finale di Coppa Italia, e l’Inter è ancora in corsa per alzare anche quel trofeo. Non solo lo scudetto, quindi, ma un possibile double che farebbe la differenza anche in termini economici, considerati i montepremi legati ai due titoli. A differenza della scorsa stagione, quando il titolo si decise all’ultimo respiro tra Napoli e Inter costringendo la Lega a preparare due palchi (uno a Como per i nerazzurri di Inzaghi, l’altro al Maradona per gli azzurri), quest’anno la situazione è molto più lineare.
L’incastro perfetto e i nodi del calendario
Occhi puntati su domenica 26 aprile, quindi, ma senza dimenticare che l’ufficialità dell’aritmetica dipende anche dai risultati altrui. Se l’Inter dovesse vincere sul campo del Torino, basterebbe un passo falso del Napoli contro la Cremonese per scatenare la festa già nel post-partita dello stadio Olimpico Grande Torino. Tuttavia, come evidenziato da alcune analisi, la situazione è resa più fluida dal fatto che il Milan (attualmente terzo) potrebbe inserirsi nei giochi di distacco solo in caso di vittorie a valanga.
Il vero nodo organizzativo, semmai, riguarda la sicurezza e la gestione della folla. Se la matematica dovesse regalare lo scudetto all’Inter nel post-partita di Torino, i tifosi rossoneri sarebbero ancora all’interno di San Siro per il big match serale contro la Juventus, creando un potenziale corto circuito nella gestione dell’ordine pubblico. Per questo motivo, la macchina organizzativa della Lega preferisce guardare con maggiore fiducia al weekend successivo, quello del 2-3 maggio, quando l’Inter giocherà in casa contro il Parma. Lì, in un clima di festa già annunciato, la squadra potrebbe trovare la combinazione vincente senza dover dipendere da altri risultati.




