Obsidian scampa al pericolo? Le voci di chiusura smentite da Bloomberg
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Mentre il mondo dei videogiochi trattiene il fiato in attesa dell'ufficializzazione del piano di ristrutturazione di Xbox, prevista per il 6 luglio, una delle notizie più inquietanti della giornata è stata prontamente smentita. Contrariamente a quanto riportato da alcune testate, Obsidian Entertainment, lo studio dietro titoli come The Outer Worlds, Pillars of Eternity e Avowed, non sarebbe in trattative con Microsoft per evitare la chiusura.
A gettare acqua sul fuoco è stato il giornalista di Bloomberg Jason Schreier, una delle voci più autorevoli del settore, il quale ha categoricamente negato le ricostruzioni.
Obsidian al sicuro? La smentita di Bloomberg
La confusione è nata da un report di The Game Business, che aveva incluso Obsidian nella lista degli studi interni di Xbox attualmente in trattativa per scongiurare la chiusura nell'ambito della profonda riorganizzazione voluta dalla CEO Asha Sharma. Oltre a Obsidian, il report menzionava altri studi come Compulsion Games, Ninja Theory, Double Fine, Arkane Studios e Undead Labs, tutti potenzialmente a rischio a causa della nuova strategia di Microsoft che mira a concentrare gli investimenti solo sui franchise più redditizi.
La smentita di Schreier è stata categorica: "Nonostante un report di questa mattina, posso confermare che Obsidian non è in trattative per evitare la chiusura. Ci sono ancora molti dettagli da definire riguardo ai licenziamenti (il quadro sarà più chiaro lunedì), ma Xbox terrà Obsidian, secondo persone a conoscenza della situazione".
Un futuro incerto per gli altri studi e il progetto Blade
Se Obsidian sembra quindi aver scampato il pericolo, lo stesso non si può dire per altri studi del colosso di Redmond. I rapporti parlano di una possibile chiusura di Arkane Lyon, con la conseguente cancellazione di Marvel's Blade, il gioco annunciato nel 2023 in collaborazione con Marvel. Secondo fonti di The Verge, Microsoft starebbe valutando la chiusura di almeno cinque studi e il progetto Blade, che avrebbe subito uno slittamento interno al 2027 e un superamento del budget, sarebbe in forte bilico.
La situazione resta fluida e molte decisioni potrebbero essere ancora in fase di valutazione, con la possibilità che alcuni studi vengano ceduti piuttosto che chiusi definitivamente.
La "ristrutturazione" di Xbox e i tagli al personale
Queste voci si inseriscono in un contesto più ampio di profonda ristrutturazione della divisione gaming di Microsoft. La nuova amministratrice delegata Asha Sharma ha definito la situazione attuale di Xbox "non in salute" e ha annunciato un "reset" del business. Secondo le indiscrezioni, a partire dal 6 luglio Microsoft avvierà una nuova ondata di licenziamenti che coinvolgerà circa 5.500 persone, meno del 2,5% dei 220.000 dipendenti globali, con i reparti vendite, consulenza e Xbox che saranno i più colpiti.
Si tratta del terzo round di tagli in poco più di un anno, un segnale chiaro delle pressioni finanziarie che spingono l'azienda a tagliare i costi, anche a causa dei giganteschi investimenti nell'intelligenza artificiale che hanno fatto crollare il titolo in borsa del 19% a giugno.
La strategia "al contrario" e le reazioni interne
Il modus operandi di Microsoft in questa fase è stato definito "al contrario" da un esperto di pubbliche relazioni interpellato da Christopher Dring per la sua newsletter The Game Business. La strategia comunicativa, che ha visto prima trapelare le voci sui possibili tagli, è stata giudicata insolita. All'interno degli studi, intanto, cresce la preoccupazione per le decisioni che sembrano essere prese con una filosofia da startup, accelerando drasticamente i tempi e affidandosi spesso a consulenti esterni.
Mentre i lavoratori sindacalizzati di Xbox hanno chiesto trattative immediate per proteggere i posti di lavoro, il futuro di molti studi rimane appeso a un filo, in attesa che il "lunedì nero" del 6 luglio sveli l'entità reale della riorganizzazione voluta dai vertici.




