Perquisizione nella loggia Sagittario per il caso delle minacce a Tommaso Cocci

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un consistente nucleo di agenti della Digos e della Guardia di finanza ha effettuato questa mattina, 4 settembre, una perquisizione nella sede pratese della loggia massonica Sagittario, la quale fa capo alla Gran loggia d’Italia degli Alam. L’intervento, eseguito su mandato della procura di Prato diretta da Luca Tescaroli, si inserisce nel più ampio filone d’inchiesta che sta indagando sulle minacce e i tentativi di ricatto subiti da Tommaso Cocci, già capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale e candidato al consiglio regionale.

Le investigazioni, che procedono a ritmo serrato, mirano a fare piena luce sulla vicenda che ha visto l’esponente politico finire nel mirino di estorsori anonimi – dopo essere stato adescato online – i quali hanno minacciato di divulgare una sua immagine intima. Cocci, come accertato dagli inquirenti, è affiliato alla stessa loggia Sagittario e ne ha ricoperto il ruolo di segretario, pur risultando “in sonno”, ovvero in una posizione di non attività, dal mese di giugno scorso.

La perquisizione odierna, che si è svolta nei locali di via Lazzerini, è stata disposta con l’obiettivo primario di acquisire documenti e ogni altro materiale utile a ricostruire nel dettaglio le attività della loggia e l’elenco completo degli iscritti. Gli investigatori, coordinati dalla procura, sono al lavoro per verificare se sussistano connessioni tra l’ambiente massonico e l’episodio di ricatto che ha coinvolto l’ex consigliere comunale.

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