Perquisizioni nelle logge di Firenze e Prato per il caso Cocci
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Redazione Interno
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Gli investigatori della Digos di Prato, coadiuvati dalle Fiamme Gialle, hanno eseguito un’ampia operazione di polizia giudiziaria, perquisendo le sedi della loggia Sagittario a Prato e di Palazzo Ubaldini Peruzzi a Firenze. Il provvedimento, autorizzato dal procuratore capo di Prato Luca Tescaroli, si inserisce nel solco dell’inchiesta sulle lettere minatorie, a sfondo ricattatorio, che hanno avuto come obiettivo Tommaso Cocci, già capogruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio comunale pratese e figura di spicco, nonché potenziale candidato per il Consiglio regionale.
Le indagini, che procedono senza sosta, mirano a fare piena luce sui dinamismi, sui legami e sulle eventuali connessioni tra ambienti della politica locale e associazioni massoniche. Gli inquirenti, nello specifico, sono alla ricerca di documenti cruciali – quali atti costitutivi e statuti, in particolare quelli della loggia Sagittario, inquadrata nell’obbedienza della Gran Loggia Alam – che possano contribuire a delineare con precisione la natura dei rapporti e a ricostruire la catena degli eventi che hanno portato alle gravi minacce subite dall’esponente politico.
Parallelamente alle attività investigative, il caso ha generato un significativo contraccolpo nel panorama politico locale. È stata infatti costituita la Lista Civica Taiti per Prato, per iniziativa dell’avvocato Massimo Taiti, la quale si propone esplicitamente come un approdo per quanti, iscritti alla massoneria, si sentano discriminati da altre forze politiche in vista delle prossime elezioni comunali del 2026. Un’iniziativa che, come dichiarato dal suo promotore, intende porsi in netta contrapposizione a quelle che vengono definite come “scelte discriminatorie, vessatorie e illiberali” ai danni di appartenenti alla libera muratoria.




