Stop ai diesel Euro 5 rinviato: il blocco slitta al 2027
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Redazione Interno
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Il blocco dei diesel Euro 5 nel Bacino Padano è stato rinviato: il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge che permette ai veicoli interessati di circolare anche dopo il 1° ottobre 2026. La limitazione prevista nelle principali città di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna slitta di un anno e la nuova scadenza indicata dal provvedimento è il 1° ottobre 2027.
Perché è stato deciso il rinvio dello stop ai diesel Euro 5
La misura interviene sulle limitazioni strutturali alla circolazione che erano state programmate per ridurre le emissioni inquinanti nelle aree del Nord Italia con maggiori criticità sulla qualità dell’aria. Il precedente quadro normativo aveva previsto interventi nei comuni più grandi delle quattro regioni coinvolte, con l’obiettivo di inserire nei piani regionali specifiche restrizioni per le auto e i veicoli commerciali alimentati a gasolio Euro 5.
Il rinvio rappresenta un ulteriore passaggio in una vicenda iniziata con il decreto-legge del 7 settembre 2023, che aveva introdotto il percorso per le limitazioni ai diesel Euro 5 nel Bacino Padano. Il provvedimento era arrivato dopo le pressioni legate agli obiettivi europei sulla riduzione degli inquinanti atmosferici e aveva coinvolto Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna nella revisione delle rispettive strategie sulla qualità dell’aria.
Le Regioni e le misure alternative al blocco
Prima dell’intervento del governo, le Regioni avevano lavorato su strumenti compensativi per evitare il fermo dei veicoli attraverso interventi alternativi. Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna si erano orientate verso soluzioni che consentissero di posticipare le restrizioni attraverso misure considerate compatibili con gli obiettivi ambientali previsti dalla normativa.
Nel caso del Piemonte, il rinvio era stato collegato a un pacchetto di interventi che comprendeva incentivi per l’utilizzo di biocarburanti Hvo nel trasporto pubblico e nelle auto diesel, oltre a risorse destinate alla manutenzione degli impianti di riscaldamento più vecchi e alle biomasse. Anche Veneto ed Emilia-Romagna hanno adottato misure per spostare l’applicazione dello stop alla nuova data prevista.
Quanti veicoli diesel Euro 5 sono coinvolti
Il rinvio riguarda una platea ampia di mezzi ancora presenti sulle strade. Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in Italia circolano circa 3,5 milioni di autoveicoli diesel Euro 5 e circa 600 mila veicoli commerciali con questa alimentazione. Nel solo Bacino Padano sono oltre 1,2 milioni le auto e circa 200 mila i veicoli commerciali interessati.
Il provvedimento interessa anche il settore del trasporto merci, comprendendo veicoli commerciali delle categorie N1, N2 e N3, dai furgoni fino ai mezzi pesanti. La proroga offre quindi un periodo aggiuntivo anche alle imprese che utilizzano flotte alimentate a diesel Euro 5 e che devono programmare eventuali sostituzioni dei mezzi.
La posizione di Legambiente sul rinvio
Il rinvio delle limitazioni ha suscitato critiche da parte di Legambiente. Il direttore generale Giorgio Zampetti ha definito la sospensione dello stop una scelta sbagliata, sostenendo che le deroghe alle restrizioni non rappresentino una soluzione efficace per affrontare il problema dell’inquinamento atmosferico.
L’associazione ha chiesto al governo e alle Regioni una strategia nazionale per la mobilità sostenibile e per il risanamento della qualità dell’aria, con obiettivi, risorse e tempi definiti. La contestazione riguarda in particolare l’utilizzo di proroghe considerate insufficienti rispetto alla necessità di ridurre le emissioni provenienti dal traffico.
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