L'Ucraina propone all'Europa uno 'scudo celeste' con i suoi droni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il vice capo di gabinetto del presidente ucraino, Igor Zhovkva, ha lanciato un appello diretto all’Unione europea, esortandola a unire gli sforzi per la creazione di uno “scudo celeste” a protezione dell’intero continente. L’alto funzionario, figura di spicco nell’entourage del presidente Volodymyr Zelensky, ha sottolineato come gli eventi degli ultimi giorni – con le violazioni dei cieli di Polonia, Romania e lo spazio aereo sul Mar Baltico – abbiano dimostrato in maniera inequivocabile che la minaccia alla sicurezza non riguarda più soltanto l’Ucraina. «Dobbiamo unire i nostri sforzi», ha dichiarato Zhovkva, proponendo che l’Europa investa nella produzione di droni ucraini, settore in cui il Paese, a causa del conflitto, ha maturato un’esperienza considerevole e un know-how tattico senza pari.
Il contesto in cui si inserisce questa proposta è infatti quello di una tensione costantemente elevatissima, con Mosca che – dopo aver negato ogni responsabilità per gli incidenti di frontiera – continua a portare avanti la sua offensiva con raid aerei sempre più intensi e pericolosamente vicini ai confini con gli Stati membri della Nato. La reazione di Varsavia, che ha prontamente alzato in volo i propri caccia, e le dichiarazioni dell’Estonia, la quale ha lodato la risposta efficace dell’Alleanza atlantica pur rimarcando la necessità di essere pronti all’uso della forza, sono sintomi di un nervosismo crescente che sta spingendo l’Europa verso una militarizzazione delle sue frontiere orientali.
Proprio in questa direzione va l’iniziativa annunciata dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che nel suo discorso sullo stato dell’Unione ha parlato esplicitamente della necessità di “costruire un muro di droni”, definendolo non un’ambizione astratta bensì il fondamento per una difesa credibile. Un progetto, questo, che il commissario europeo per la difesa Andrius Kubilius intende concretizzare convocando al più presto i ministri della Difesa dell’Ue per avviare colloqui formali, soprattutto dopo l’abbattimento di velivoli russi in territorio polacco. L’idea di un sistema di difesa integrato, che sfrutti le tecnologie più avanzate, sembra dunque prendere sempre più piede tra i leader europei.




