Scioperi 27 marzo, la giornata di mobilitazione tra scuola, trasporti e informazione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono due le direttrici principali, a ben guardare, a caratterizzare questo venerdì di agitazioni: da un lato la scuola, che torna a mobilitarsi a livello nazionale, e dall’altro l’informazione, con una categoria – quella dei giornalisti – che incrocia le braccia per la seconda volta nell’arco di pochi mesi, in attesa di un contratto scaduto ormai da un decennio. A queste si aggiungono, sebbene con carattere locale e non generalizzato, alcune interruzioni nel trasporto pubblico, creando un mosaico di disagi che cambia volto a seconda della città in cui ci si trova.

Lo sciopero nazionale per il comparto istruzione, indetto dal sindacato Sisa (Sindacato indipendente scuola e ambiente), coinvolge l’intera galassia del personale scolastico: docenti, dirigenti, e personale Ata (quello amministrativo, tecnico e ausiliario). La mobilitazione, della durata di ventiquattro ore, ruota attorno a rivendicazioni precise che toccano il nodo centrale delle risorse economiche e della stabilizzazione del personale. Sul fronte salariale, si chiede un adeguamento degli stipendi mentre, per quanto riguarda l’assetto organizzativo, spicca la richiesta di istituire un ruolo unico per i docenti, che equipari orari e trattamenti economici dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori. Il tema del precariato, poi, viene affrontato con la richiesta di una stabilizzazione immediata su tutti i posti vacanti, senza distinzione tra cattedre e ruoli amministrativi.

Parallelamente, il mondo dell’editoria vive una delle sue giornate di stop più visibili. I giornalisti, in tutta Italia, osservano lo sciopero proclamato dalla Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana), un’astensione dal lavoro che rappresenta la seconda tappa di un percorso di mobilitazione destinato a proseguire, con una terza giornata già fissata per il 16 aprile. La ragione di questo malcontento affonda le radici nel tempo: il contratto collettivo nazionale di lavoro è scaduto il 1° aprile 2016. Da allora, lamenta il sindacato, le retribuzioni sono rimaste ferme, erose da un’inflazione che ha ridotto il potere d’acquisto, mentre carichi e ritmi di lavoro sono aumentati a causa della transizione digitale e della moltiplicazione delle piattaforme editoriali. In risposta, la Fieg (Federazione italiana editori giornali) ha sottolineato le difficoltà strutturali di un settore in crisi, evidenziando come gli editori abbiano comunque fatto ricorso a ingenti risorse proprie per evitare licenziamenti collettivi, un risultato, questo, che secondo la controparte datoriale non è stato sufficientemente riconosciuto.

Trasporti, le città nel mirino e le fasce di garanzia

Nel settore dei trasporti, il quadro che si delinea per il 27 marzo è più frammentato, con agitazioni che riguardano principalmente alcune realtà locali piuttosto che un blocco nazionale generalizzato. A Milano, lo sciopero coinvolge i lavoratori dell’Atm (Azienda trasporti milanesi) su indizione dell’Al Cobas, mentre non viene interessata Trenord, che gestisce il trasporto ferroviario regionale. In questo caso, il servizio di metropolitane, bus e tram è garantito secondo le fasce protette: fino alle 8:45 e poi dalle 15 alle 18, con possibili disagi concentrati nel resto della giornata.

Più a sud, in Campania, l’attenzione si concentra sull’Eav (Ente autonomo Volturno), l’azienda che gestisce diverse linee regionali e la metropolitana di Napoli. Qui lo sciopero, proclamato dalle sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Faisa Cisal, ha una durata limitata a quattro ore, ma in una fascia oraria delicata: dalle 19:00 alle 23:00. Non è invece coinvolta l’Anm, l’azienda del trasporto cittadino di Napoli, che dovrebbe quindi operare regolarmente. Non si tratta, del resto, di una novità assoluta per l’Eav: durante l’ultima astensione delle stesse organizzazioni sindacali, la percentuale di adesione registrata si era attestata intorno al 13 per cento, un dato che, per quanto minoritario, aveva comunque imposto ripercussioni sull’effettuazione delle corse, la cui regolarità dipende in larga misura dal numero di lavoratori presenti.

Lo sguardo ad aprile tra aerei e trasporto pubblico locale

Se l’attenzione di oggi è catalizzata da queste mobilitazioni, il calendario delle agitazioni per il mese di aprile si preannuncia particolarmente fitto, con una concentrazione di stop in grado di mettere a dura prova la mobilità di pendolari e viaggiatori. Il momento più critico, stando alle proiezioni, sarà probabilmente quello del 10 aprile, quando sono previsti ben otto scioperi concentrati esclusivamente nel settore aereo. Questa simultaneità, che non è frutto del caso, coinvolgerà nodi strategici del traffico come i centri di controllo d’area di Roma e Milano, oltre ad aeroporti di primo piano come Malpensa e Napoli, mettendo a rischio la regolarità dei voli in diverse fasce orarie.

Dopo questo picco, il calendario di aprile presenterà un susseguirsi di agitazioni nel trasporto pubblico locale, distribuite su più città e con scadenze cadenzate lungo tutto il mese. A Napoli, ad esempio, è previsto un nuovo sciopero aziendale per l’Eav; a Firenze toccherà a Gest; mentre a Milano, il 24 aprile, sarà la volta del gruppo Atm che osserverà uno stop di otto ore. A completare il quadro si aggiungono uno sciopero negli appalti ferroviari, previsto per il 13 aprile – che però riguarda principalmente i servizi di ristorazione a bordo e non la circolazione dei treni – e un’agitazione marittima nello Stretto di Messina per il 17 aprile.

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