Pressione su Putin da Macron e Zelensky: "Incontro per la pace entro lunedì"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La crescente tensione internazionale verso Mosca, alimentata dall’ultima ondata di attacchi che ha causato la morte di ventitré civili ucraini, tra cui quattro minori, e dal massiccio ammassamento di truppe russe – stimato fino a centomila unità – presso Pokrovsk, ha spinto le capitali occidentali a inasprire il tono del confronto. Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in particolare, hanno fissato una scadenza perentoria, indicando nel prossimo lunedì il giorno ultimo perché Vladimir Putin dimostri una concreta disponibilità al negoziato.

L’origine di questa tempistica risiede in quanto emerso dai colloqui di Washington, dove gli alleati europei sono tornati con la convinzione che il presidente russo avesse assicurato a Donald Trump, nel corso del loro recente incontro in Alaska, l’intenzione di partecipare a un vertice bilaterale con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Una promessa che, secondo Macron, rischia di rivelarsi un ennesimo diversivo se non seguita dai fatti entro breve termine. “Senza un accordo concretizzato per lunedì”, ha sottolineato il leader francese, “Putin si sarà preso gioco di Trump”.

Nel frattempo, Macron sta lavorando all’organizzazione di un nuovo vertice dei cosiddetti “volenterosi”, previsto a Parigi nella prossima settimana, probabilmente tra martedì e mercoledì. L’iniziativa, sia politica che simbolica, mira a mantenere alta l’attenzione sul conflitto e a sollecitare un’azione più decisa da parte della Casa Bianca, il cui appoggio rimane fondamentale. Molto, tuttavia, dipenderà dall’esito di una telefonata tra alcuni leader europei e Trump in programma per domenica sera.

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