Limbiate si distanzia da Massimo Gentile
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Redazione Interno
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Il Comune di Limbiate ha preso le distanze da Massimo Gentile, l'architetto arrestato con l'accusa di aver fatto da prestanome a Matteo Messina Denaro. L'arresto di Gentile è stato un colpo inaspettato per il municipio, dove l'architetto è impiegato nel settore Territorio.
Il ruolo di Gentile nel Comune
Il sindaco di Limbiate, Antonio Romeo, ha dichiarato che l'arresto riguarda una brutta vicenda personale del dipendente, ma non coinvolge in alcun modo il Comune e non riguarda la sua attività lavorativa. Gentile, l'architetto sospeso, gestisce i fondi Pnrr del Comune di Limbiate. Secondo gli inquirenti, per almeno 10 anni avrebbe ceduto più volte la sua identità all'allora latitante Matteo Messina Denaro.
Gentile e i suoi legami familiari
Massimo Gentile, l'architetto 51enne arrestato, è cugino di secondo grado del boss ergastolano Salvatore Gentile. Dal 2019 vive a Limbiate in provincia di Monza-Brianza dove lavora come istruttore direttivo tecnico al Comune. Dal 2021 ha ricevuto anche l'incarico di responsabile dei procedimenti del servizio Lavori pubblici, gestendo così decine di progetti finanziati con il Pnrr.
Il contesto più ampio
L'arresto di Gentile fa parte di un quadro più ampio di cittadini apparentemente al di sopra di ogni sospetto, professionisti che lavorano in uffici pubblici e ospedali, con la fedina penale immacolata, ma che hanno qualche parentela mafiosa o comunque contatti con personaggi che al di là di ogni sospetto decisamente non sono. Questo è lo spaccato che emerge dall'ultimo blitz che ha portato in carcere tre presunti fiancheggiatori del boss Matteo Messina Denaro, morto lo scorso settembre. Attorno a lui, come scrive la stessa Procura, permane "ancora oggi un'omertà trasversale e pressoché totale".




