Istat rivede deficit e debito, servono 25 miliardi per la legge di bilancio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Istat ha recentemente presentato una revisione generale dei conti nazionali, aggiornando e migliorando alcune componenti del processo di stima in accordo con le raccomandazioni europee. Il rapporto deficit/PIL è sceso al 7,2%, rispetto all'8,2% del 2022, mentre il saldo primario, cioè l'indebitamento netto meno la spesa per interessi, è al 3,5% del PIL. Tuttavia, il volume del PIL è peggiorato, fermandosi a un +0,7%, in ribasso di 0,2% rispetto alla stima precedente.

Per il 2023, l'Istat ha rivisto al ribasso le stime di crescita del PIL, con un tasso di variazione del prodotto interno lordo in volume pari a 0,7%, 0,2 punti percentuali in meno rispetto alla stima di marzo. Nel 2022, il PIL in volume è aumentato del 4,7%, al rialzo di 0,7 punti percentuali, mentre nel 2021 è cresciuto dell'8,9%, con una revisione di +0,6 punti percentuali.

Questi dati hanno implicazioni significative per la prossima legge di bilancio. Il ministro Giorgetti può tirare un sospiro di sollievo, poiché l'Italia si trova più ricca di cento miliardi, rendendo disponibili ulteriori fondi per la manovra economica del 2025. La revisione dei conti nazionali degli ultimi tre anni ha rivelato un deficit più basso del previsto, il che renderà meno pesanti i tagli necessari.

Il dato su cui si concentravano le aspettative era soprattutto il disavanzo del 2023, che trasformandosi in debito aggiuntivo misura il rapporto con il PIL.

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