Petrolio Wti sotto i 70 dollari, il greggio cancella il premio al rischio geopolitico

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il prezzo del petrolio Wti continua la propria fase correttiva e, durante la sessione europea di giovedì, è tornato a scambiare sotto la soglia psicologica dei 70 dollari al barile. L'oro nero, in questo modo, è ormai ritornato sui livelli registrati prima dell'escalation del conflitto in Medio Oriente, cancellando di fatto gran parte del premio al rischio geopolitico che si era accumulato nelle settimane precedenti.

Il mercato sta infatti scontando un progressivo ritorno alla normalità dei flussi energetici globali, un processo favorito dall'allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e dalla graduale riapertura delle principali rotte commerciali, anche se la strada verso una piena stabilità resta ancora lunga e irta di ostacoli.

Il greggio torna sui livelli pre-crisi, ma la cautela regna sovrana

Il benchmark internazionale Brent, analogamente al Wti, è sceso al di sotto dei valori registrati alla fine di febbraio, un segnale inequivocabile che la paura di una prolungata crisi energetica globale si sta affievolendo. Susannah Streeter, responsabile della strategia di investimento presso il Wealth Club, ha commentato al Guardian che i timori legati al conflitto con l'Iran si stanno attenuando, con i prezzi che tornano verso i livelli pre-crisi.

Tuttavia, ha aggiunto la stessa analista, al posto di un'ondata di sollievo che pervade i mercati europei persiste invece una forte cautela, poiché gli effetti a catena dell'ondata di calore da record si scontrano con le preoccupazioni per la debole crescita economica che caratterizza l'intera regione.

Hormuz riapre, ma con condizioni: l'avvertimento di Teheran

La discesa del greggio è stata incoraggiata dalla riapertura, sebbene non ancora a pieno regime, dello Stretto di Hormuz, un passaggio strategico per il trasporto delle risorse energetiche. Una posizione che si riflette parallelamente sul Wti, il quale scambia stabilmente sotto la quota simbolica dei 70 dollari. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che lo Stretto è aperto, ma da Teheran è arrivato un avvertimento preciso e circostanziato.

L'Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico (Pgsa) ha fatto sapere che le navi che transiteranno lungo rotte al di fuori del quadro designato dalla stessa autorità non saranno coperte dalle garanzie di passaggio sicuro, precisando che le conseguenze derivanti dal transito attraverso percorsi non autorizzati saranno responsabilità esclusiva dell'armatore, dell'operatore e del comandante della nave.

Un mercato diviso tra geopolitica e timori per la crescita

Il greggio Wti sotto i 70 dollari rappresenta quindi un punto di svolta per i mercati energetici, che avevano ampiamente prezzato il rischio di un'interruzione prolungata delle forniture. La correzione dei prezzi, per quanto netta, non cancella tuttavia le profonde incertezze legate alla fragilità della domanda globale, in un contesto economico europeo già provato dal caro energia e dalle ondate di calore che mettono a dura prova i sistemi produttivi.

Il mercato del petrolio si trova così a navigare tra la distensione geopolitica, con lo Stretto di Hormuz che torna a scorrere, e le ombre di una crescita anemica che potrebbe frenare ulteriormente i consumi di carburante nei prossimi mesi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.