Petrolio Wti sotto i 70 dollari, il greggio cancella il premio al rischio Medio Oriente
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Redazione Economia
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Il prezzo del petrolio Wti continua la propria fase correttiva e, nel corso della sessione europea di giovedì, è tornato a scambiare sotto la soglia psicologica dei 70 dollari al barile. L’oro nero ha di fatto cancellato gran parte del premio al rischio geopolitico accumulato nelle settimane precedenti, ritornando sui livelli registrati prima dell’escalation del conflitto in Medio Oriente.
Il mercato sta progressivamente scontando un graduale ritorno alla normalità dei flussi energetici globali, favorito dall’allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e dalla riapertura, seppur non ancora a pieno regime, delle principali rotte commerciali.
Il greggio scende ai livelli pre-crisi ma la cautela resta alta
Susannah Streeter, responsabile della strategia di investimento presso il Wealth Club, ha dichiarato al Guardian che i timori di una prolungata crisi energetica globale indotta dal conflitto con l’Iran si stanno affievolendo, con i prezzi del petrolio che tornano verso i livelli precedenti alla crisi. Ha però aggiunto che, invece di un’ondata di sollievo che pervade i mercati europei, persiste una forte cautela, poiché gli effetti a catena dell’ondata di calore da record si scontrano con le preoccupazioni per la debole crescita in tutta la regione.
Il Brent, del resto, è sceso sotto i livelli di fine febbraio, confermando un andamento parallelo a quello del Wti.
Il ruolo dello Stretto di Hormuz e le reazioni dei mercati
Il segnale più forte di questa inversione di tendenza arriva dalla riapertura – per quanto non ancora a pieno regime – dello Stretto di Hormuz, il passaggio strategico per il trasporto del greggio dal Golfo Persico. Una posizione che ha spinto il Brent ai prezzi precedenti la guerra tra Iran e Stati Uniti, mentre il Wti scambia sotto la quota simbolica dei 70 dollari. In questo contesto, il presidente Trump ha dichiarato che lo Stretto è aperto, ma da Teheran arrivano precisazioni sostanziali che ridimensionano la portata dell’annuncio.
L’avvertimento di Teheran sulle rotte non autorizzate
L’Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico (Pgsa) ha fatto sapere, in un aggiornamento diffuso nelle prime ore del 26 giugno, che le navi che transiteranno lungo rotte al di fuori del quadro designato dalla Pgsa non saranno coperte dalle garanzie di passaggio sicuro. L’ente ha inoltre precisato che le conseguenze derivanti dal transito attraverso rotte non autorizzate saranno responsabilità dell’armatore, dell’operatore e del comandante della nave.
Un avvertimento che getta un’ombra sulla piena riapertura del corridoio e che spiega, almeno in parte, perché il mercato mantenga un atteggiamento di attesa nonostante il calo dei prezzi.
Il bitcoin soffre mentre il greggio si riposiziona
In questo scenario di riassestamento dei prezzi energetici, il bitcoin continua invece a soffrire, mostrando una debolezza che alcuni operatori definiscono una reazione esagerata alle dinamiche geopolitiche in atto. Mentre il petrolio Wti si riposiziona sotto i 70 dollari e il Brent scivola sotto i livelli di fine febbraio, le criptovalute non sembrano beneficiare del ritorno alla normalità dei flussi commerciali, segnando un percorso inverso rispetto a quanto osservato per le materie prime legate all’energia.




