Ferie non godute nella Pa, arriva il pagamento: via libera della Camera al decreto
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Redazione Interno
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La Camera ha approvato il decreto sulla Pubblica amministrazione, introducendo una modifica destinata a cambiare il rapporto tra i dipendenti pubblici e i giorni di ferie accumulati. La misura, sostenuta dal ministro Paolo Zangrillo, elimina il principio in base al quale ferie, riposi e permessi spettanti al personale del settore pubblico dovevano essere necessariamente fruiti e non potevano in alcun caso trasformarsi in un'indennità economica.
Il provvedimento spazza via quella che era stata concepita come una misura di spending review e apre alla monetizzazione delle ferie non utilizzate alla conclusione del rapporto di lavoro.
Il superamento del divieto di monetizzazione
Per oltre un decennio, i dipendenti pubblici che lasciavano il servizio senza aver consumato i giorni di ferie accumulati perdevano definitivamente quei giorni, anche in caso di pensionamento. La norma risale al periodo del governo Monti, quando l'impossibilità di convertire ferie e riposi in denaro venne introdotta per ragioni di contenimento della spesa. Con le nuove disposizioni, le ferie maturate a partire da ora daranno diritto a un'indennità sostitutiva al termine del rapporto di lavoro.
La perdita dei giorni residui sarà applicata esclusivamente a chi ha scelto deliberatamente di non utilizzarli nonostante ne avesse la possibilità, e sarà compito dell'amministrazione provare tale scelta. La modifica si allinea alla giurisprudenza europea, che da tempo chiedeva all'Italia di rimuovere il divieto assoluto di pagamento delle ferie non godute.
Le altre misure per gli enti locali
Il testo approvato interviene anche sui vincoli alla spesa per il personale negli enti locali, un capitolo che da anni pesa sui bilanci di Comuni e Province. Viene superato il tetto al fondo per il salario accessorio, storicamente legato al decreto legislativo n. 165 del 2001 e alle successive riforme, con l'obiettivo di ridurre le disparità retributive tra i dipendenti degli enti territoriali e quelli delle amministrazioni centrali.
La misura punta a rendere più attrattivo il lavoro nei Comuni, nelle Province e nelle Città metropolitane, dove la difficoltà di reperire personale qualificato è diventata un problema strutturale. Sono previste inoltre disposizioni specifiche per i piccoli Comuni, con la riassegnazione delle risorse già stanziate e non utilizzate per la spesa dei segretari comunali.
Il nodo delle graduatorie e delle stabilizzazioni
Un'altra novità riguarda i concorsi pubblici indetti entro il 2027. Le amministrazioni potranno riservare fino al 20 per cento dei posti disponibili a candidati che hanno lavorato per loro almeno tre anni negli ultimi cinque con contratti di natura flessibile. Si tratta di una misura rivolta a stabilizzare coloro che da anni operano negli uffici pubblici senza una prospettiva di continuità occupazionale. Nel comparto della polizia locale, la validità delle graduatorie viene prolungata da tre a quattro anni.
Sul fronte della disabilità, è stato istituito un fondo da 187,5 milioni di euro presso il Ministero del Lavoro, destinato a sostenere almeno 5.000 persone con disabilità e 25.000 persone in condizione di grave deprivazione materiale.
Le reazioni politiche
Il ministro Zangrillo ha commentato l'approvazione definendo il decreto «un passaggio clou nel percorso di rinnovamento della Pubblica amministrazione». «Questo decreto non è la panacea di tutti i mali, così come il percorso che abbiamo avviato di modernizzazione della pubblica amministrazione non è completato», ha dichiarato, aggiungendo che «quanto fatto da questo Governo in questi quattro anni non ha confronto con quello fatto da altri Governi negli ultimi 10 anni».
La senatrice di Fratelli d'Italia Domenica Spinelli, ex sindaco e oggi vicesindaco e assessore del Comune di Coriano, ha parlato di «una misura che raccoglie una serie di interventi che rafforzano la funzionalità dello Stato e, di conseguenza, la qualità dei servizi offerti ai cittadini». Il senatore di Forza Italia Dario Damiani ha replicato alle critiche delle opposizioni sostenendo che «in questi anni la Pubblica amministrazione, che era diventata lenta e ingessata, si sia ammodernata e abbia cominciato a correre».
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